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L'assassino della Pedrera di Aro Sáinz de la Maza

  • Scritto da Aro Sáinz de la Maza

L'assassino della PedreraE saltò.
In aria, il suo corpo non descriveva alcun arco prodigioso. Non cadeva neppure con grande eleganza. Come un fardello, si limitava a precipitare nel vuoto, esanime, agitando braccia e gambe come un fantoccio, mentre si avvicinava con vertiginosa velocità alle affilate rocce sul fondo. Intanto il mare, burrascoso, infrangeva con accanimento le sue onde contro il precipizio, e Milo Malart ebbe l’impressione che non stesse lì ad attenderlo con la precisa intenzione di accoglierlo in senso, bensì con l’indifferenza di dovere ricevere un nuovo rovescio di immondizia, uno in più. Come al resto del mondo, al mare non importava affatto del suo salto.
Un secondo, due, e la testa si spappolava per l’impatto, schizzando di sangue la superficie umida delle rocce. All’istante, un’onda possente spazzava lo scenario per lasciarlo nuovamente pulito. Il sangue effimero. Il sangue di un inetto.
«Stramaledetta vita» mormorò, mentre apriva gli occhi.

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Il nuovo volto del noir spagnolo - Parte seconda

  • Scritto da Matteo Di Giulio

Maria OruñaI figli prediletti del noir, quello vero, hanno più di una passione in comune. La violenza e la sete di giustizia, spesso sublimata da personaggi non troppo raccomandabili e attraverso le leggi più dure, quelle della strada, li portano a confrontarsi con i classici dell’hardboiled statunitense.
Se Andreu Martín e Juan Madrid hanno reso internazionale la dimensione criminale di una città come Barcellona, trasformatasi nelle loro pagine da paesone a metropoli, i loro discendenti più diretti si chiamano Carlos Zanón (Barcellona, 1966), Empar Fernández (Barcellona, 1962) e Susana Hernández (Barcellona, 1969).
Il primo, vincitore con Yo fui Johnny Thunders (2014) del premio Hammett, è il re dei bassifondi, dei vicoli bui e degli antieroi che picchiano duro, costretti al punk e all’anarchia pur di sopravvivere. Pubblicato anche in Italia (Fuori tempo massimo, traduzione di Tarde, mal y nunca, 2009), è autore capace di instillare pesanti tracce di polar nella novela negra: ma a colpire è soprattutto la sua prosa concitata, fatta di iperboli e ironia cruda.

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Il romanzo di una vita. Intervista a Antonio Gómez Rufo

  • Scritto da Matteo Di Giulio

Antonio Gómez RufoLa prima è sempre la stessa: si presenti ai lettori italiani. Chi è Antonio Gómez Rufo?

Uno scrittore di Madrid che ricorre a parabole universali nei suoi romanzi storici e ad allegorie sul potere e sul male nei suoi romanzi d’altro genere; un autore che prova con umiltà a mostrare il volto dell’uomo messo alle strette dal mondo, un uomo che sbraccia senza poter cambiare il proprio presente, cosciente e vigliacco nei confronti di chi gli è più vicino, delle relazioni di coppia, quelle d’amicizia, del suo impegno nel lavoro, nel sociale, nel politico. Uno scrittore ambizioso che aspira semplicemente a una letteratura che a qualcuno serva come intrattenimento oppure come crociata personale.

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Le mie donne forti. Intervista a Elena Moya

  • Scritto da Matteo Di Giulio

Elena MoyaPresentati ai lettori di Cuéntame. Chi è Elena Moya?

Una donna catalana, lesbica e filorepubblicana che è emigrata dalla Spagna da più di vent’anni per potersi cucire addosso un futuro, libero, visto che in Spagna era (allora) impossibile: perché ero donna, perché non avevo raccomandazioni, perché ero giornalista e non serve che aggiunga quanto abbia influito l’essere omosessuale. Venti anni dopo ho ottenuto più di quanto avessi mai sognato, ma ancora mi fa male non aver potuto essere accettata dal mio paese. Per fortuna, i miei libri vanno molto bene e ricevo soltanto elogi, oltre a un grande numero di e-mail che confermano che la ragione è dalla mia parte.

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Il senso della verità. Intervista a Empar Fernández

  • Scritto da Matteo Di Giulio

Empar FernándezPresentati. Chi è Empar Fernández?

Sono professoressa alle superiori, insegno Storia da molti anni e, fin da quando ne ho memoria, ho sempre desiderato scrivere romanzi. Da scrittrice ho una netta preferenza per il genere noir. Mi piace avvicinarmi al lato oscuro.

Il tuo nuovo romanzo è Maldita verdad. Di cosa parla?

Come tutti i romanzi parla di molte cose: della fatalità come origine di alcune tragedie, di quanto possano risultare dolorose alcune verità e, soprattutto, del sentimento di colpa.

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