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Thriller e rock n'roll. Intervista a Mikel Santiago

Mikel SantiagoPresenta Mikel Santiago al pubblico italiano, che ancora non ha avuto modo di conoscerti.

Sono un amante delle vecchie pellicole di Hitchcock, dei romanzi di Stephen King e di Patricia Highsmith. Un fan dei Rolling Stones, le cui canzoni ho suonato con diverse tribute band. E aggiungo una curiosità: due dei miei chitarristi sono stati italiani, ed erano molto bravi! Di Bari e di Jesolo. Sempre a discutere se fosse meglio il jamón serrano o il prosciutto.

Il tuo primo romanzo, La última noche en Tremore Beach, conferma la tua tendenza a scrivere storie di grande respiro, internazionali, al contrario di quanto fanno di solito gli scrittori spagnoli. Come giungi alle tue storie?

Voglio scrivere storie che mi piacerebbe leggere. O vedere al cinema. Ho vissuto molti anni in Europa, tra Irlanda e Paesi Bassi, e penso che quello europeo sia uno scenario molto valido per migliaia di thriller. Perché fermarsi a un solo paese?

El camino maloLe mie storie si presentano alla mia porta. Mi chiamano. Mi vengono a cercare. Ancora non ho scoperto da dove provengano queste idee così insistenti, ma ho deciso di lasciarmi trasportare e di seguirle ovunque mi portino.

E qual è il tuo metodo di lavoro quando scrivi?

Scrivo molto. Tre o quattro ore al giorno. Rileggo molto e riscrivo molto. E sono solito scartare parecchio del mio lavoro. Anche se comincio con uno schema generale, lascio che la storia cresca tra le mie mani, che si racconti da sola. Se un personaggio comincia a guadagnare spazio in scena… forse è il caso che debba starci di più!

Il grande successo del tuo nuovo romanzo, El mal camino, ti conferma come una delle nuove voci del thriller europeo. Puoi parlarcene?

linea verticale Le mie storie si presentano alla mia porta. Mi chiamano. Mi vengono a cercare

È un thriller fortemente psicologico che costruisce un gioco basato sulla fiducia, sui dubbi e sull’amicizia. Due amici che si sono rifugiati nel Sud della Francia alla ricerca di una vita idilliaca. Uno di loro investe un uomo in piena notte e si dà alla fuga. Però dopo il corpo scompare e l’incidente sembra non essere mai accaduto. Cos’è successo in realtà?

Tu sei anche musicista e so che ti piace suonare la chitarra. In El mal camino ci sono due protagonisti, uno è musicista e l’altro scrittore. Quanto di te c’è in questo romanzo?

La última noche en Tremore Beach

Immagino più di quanto volessi. Bert, il protagonista, è uno scrittore di successo che quando era giovane è stato un rocker, anche se ora suona la sua Gretsch soltanto in casa, ricordando con malinconia i suoi glory days. Anch’io ormai sono arrivato ai quaranta, ho una Fender Telecaster in casa e, a essere sinceri, sono un po’ una lagna con i miei ricordi di gioventù.

Come scegli i luoghi dove si svolgono i tuoi romanzi? In El mal camino la Francia del Sud è quasi una coprotagonista.

Ho immaginato una Provenza come quella dei Rolling Stones nel 1971. Enormi ville, stelle del rock che camminano scalze su pavimenti di marmo, il mare azzurro e terreni coltivati a lavanda. E, in mezzo a tutto questo, una strada buia, tenebrosa, con un oscuro segreto in attesa di essere risolto da qualcuno.

El mal caminoCi sono speranze di vedere i tuoi romanzi pubblicati in Italia? E ci sono scrittori italiani che conosci o che ti piacciono?

Magari. Il mio agente sta parlando di El mal camino proprio in questi giorni con alcuni editori italiani. Vediamo se qualcuno si azzarda a puntare su Mikel. Io sarei felicissimo di venire in Italia per portare in giro la mia opera e, visto che ci sono, suonare un po’ con i miei vecchi compagni!
Per quanto riguarda invece gli scrittori italiani, oltre a Gianni Rodari – un classico assoluto, per me – e Umberto Eco, mi piace molto quello che scrive Maurizio De Giovanni e il suo commissario Ricciardi.

Che cosa ci dobbiamo aspettare da Mikel Santiago nel futuro prossimo? Che obiettivi vuoi raggiungere come scrittore?

Voglio scrivere storie che sorprendano. Che ogni nuovo libro sia una sfida per me e per il lettore. Che sempre pensino ai miei romanzi come a un trucco nuovo.

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