Magazine di approfondimento culturale |

Lo sguardo femminile. Intervista a Jenn Díaz

Jenn DiazPresentati ai lettori di Cuéntame. Chi è Jenn Díaz?

Jenn Díaz è una scrittrice di ventotto anni che non ha letto durante l’infanzia o l’adolescenza, fatta eccezione per le letture scolastiche obbligatorie, ma che ha deciso di cominciare (senza finirla) Filologia. Durante uno degli esami (tra i pochi che ha superato) si è imbattuta in un testo di Carmen Martín Gaite. Grazie a quello, ha comprato tutti i suoi libri, li ha letti e… si è messa a scrivere.

Com’è cominciata la tua carriera e quanto ti ci è voluto per trovare la tua strada come narratrice?

La mia carriera è cominciato nel momento in cui ho avuto un agente letterario.

Prima, avevo trascorso un anno scrivendo il mio primo romanzo, inedito, e stavo per iniziare il secondo. Dopo aver firmato il contratto, passati alcuni mesi, ho ricevuto la prima offerta. E grazie a quel primo libro, Belfondo, mi ha letto la editor di Lumen, Silvia Querini, che mi ha aperto le porte del mondo letterario che conta. Per quanto riguarda la mia strada come romanziera… ci sto ancora lavorando…

Il tuo nuovo romanzo s’intitola Madre e hija. La presenteresti al pubblico italiano?

Madre e hija è la storia di sei donne (e soprattutto di tre di loro) che sono rimaste senza il referente maschile e provano a sopravvivere cercando il proprio ruolo. La società ha prefissato per le donne una direzione che ha come protagonista l’uomo, e i personaggi devono cominciare a convivere senza il suo supporto sociale, anche se sempre devono confrontarsi con la sua immarcescibile reputazione. In Madre e hija ho voluto esplorare la figura della donna secondo realtà diverse, e ciò significa parlare anche delle donne che si conformano ai cliché.

Jenn DíazMadre e hija è il tuo primo libro scritto direttamente in catalano. Pensi che scrivere in un’altra lingua – e poi tradurti da sola – ti abbia aiutato ad acquisire maggiore coscienza del tuo stile e del tuo ruolo?

Scrivere in catalano mi ha obbligato a ripensare il mio stile. Fino ad allora scrivevo seguendo molto il mio intuito, ma passando al catalano il solo intuito non era più sufficiente. È un ottimo esercizio: tanto quello di cambiare lingua, come il tradurti in prima persona. Impari moltissimo, che è quello che serve passando da un libro all’altro.

A meno di trent’anni hai pubblicato cinque romanzi e un gran numero di saggi. Molti critici si riferiscono a te come all’erede di Ana María Mature. È difficile scrivere a fronte di tante aspettative?

In verità no, perché le aspettative sono appannaggio degli altri e gli “altri” sono qualcosa di confuso e sfumato. Il vero problema è quando te le devi vedere con un nuovo romanzo, quando devi prendere le decisioni. Di per sé è una grande responsabilità, non puoi preoccuparti delle aspettative altrui, perché se no non potrai mai vivere tranquillo. I paragoni fanno parte del mondo letterario e del giornalismo culturale, non bisogna mai prenderli troppo sul serio.

linea verticale Il problema del maschilismo attuale, tanto nel mondo culturale che nella realtà quotidiana e politica, è che ora indossa un vestito più elegante

Le tue storie offrono uno sguardo femminile (e secondo me molto politico, anche se dietro metafora) su problemi sociali e d’attualità, tanto del presente che del passato. È difficile per una donna – e per una scrittrice – ritagliarsi uno spazio nella società spagnola? E, se è così, quanto è ancora maschilista il mondo editoriale e culturale?

Il problema del maschilismo attuale, tanto nel mondo culturale che nella realtà quotidiana e politica, è che ora indossa un vestito più elegante. La destra, per esempio, sta vivendo lo stesso cambiamento: ci offrono le stesse cose, ma truccate. È molto più difficile da stanare, motivo per cui è fondamentale restare più concentrati e attenti, per respingere questo nuovo maschilismo e la nuova destra. Proprio per questo motivo ci sono oggi persone che non credono che il maschilismo culturale esista ancora, invece c’è eccome. Ci sono donne che vincono premi, che pubblicano libri, che sono molto famose? Sì. Preso atto, occorre analizzarne il perché: le quote rosa che alcuni sono obbligati a rispettare, il marketing, il lavoro che ha fatto sì che arrivassero fin dove sono arrivate, quanto vengono pubblicizzati i loro libri sui media, quanti di quei premi sono di serie A, quanto guadagnano in realtà rispetto ai colleghi maschi…
Se poi, oltre a essere donna, sei giovane… preparati a lavorare duramente.

Mi sembra che la nuova narrativa spagnola stia vivendo un ottimo momento, come dimostrato dai tuoi romanzi o da quelle pubblicate di recente da editori come Caballo de Troya o Salto de Página, e anche da antologie come Última temporada e Bajo treinta. Credi che si possa parlare di un nuovo movimento letterario?

Jenn DiazQuando abbiamo cominciato a parlare delle antologie di giovani scrittori, l’unica cosa che metteva tutti d’accordo era che tra di noi non ci somigliavamo, e perciò non volevamo far parte di nessun gruppo. Ci muoviamo in libertà. Forse abbiamo imparato qualcosa dalle generazioni precedenti e non vogliamo essere bollati o marcati come letteratura giovane. Non credo che ci sia un nuovo movimento, ma piuttosto una staffetta: chi prima pubblicava con editori più piccoli, ora comincia a scalare fino ai medi e ai grandi.

Ci sono degli scrittori giovani che ti senti di consigliare?

Dovendo fare dei nomi, ti direi quelli di sempre: Lara Moreno, Cristina Morales, Laura Fernández, Rubén Martín Giráldez, Iván Repila.

Il tuo primo romanzo, Belfondo, è stato tradotto in italiano. C’è speranza di vedere anche Madre e hija in Italia?

C’è speranza, e soprattutto tanta voglia! Ma al momento non ho ricevuto nessuna offerta. Madre e hija sarà pubblicato, per ora, in polacco.

Madre i hija Es un decir Mujer sin hijo El duelo y la fiesta Belfondo

Se puoi anticiparci qualcosa, stai già lavorando a qualcosa?

Sono abituata a cominciare i miei libri d’estate, per cui tra qualche mese comincerò a scrivere un romanzo che ho immaginato due o tre anni fa, e che ha cominciato a formarsi nella mia testa mentre percorrevo il Cammino di Santiago.

 

Forse ti interessa anche...

Copyright © 2014-2016 Cuéntame. Tutti i diritti riservati.
Questo sito utlizza cookies. Per saperne di più. | Privacy.
¿Eres escritor?