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Jade di Claudio Cerdán

  • Scritto da Claudio Cerdán
  • Categoria: Testi

Claudio Cerdán è una delle voci emergenti più interessanti del noir spagnolo.
In attesa di un editore italiano che decida di tradurre uno dei suoi romanzi, proponiamo in esclusiva un suo racconto inedito.

 Prostitute

JADE

 

La Polizia di Stato ha arrestato 277 persone in una retata contro la prostituzione. Si tratta di una rete criminale che obbligava a esercitare più di 400 donne, che sono state liberate. Sette degli arrestati sono stati mandati in prigione; tra questi risulta Ioan Rumescu, ricercato dall’Interpol. Fonti vicine al caso assicurano che l’operazione si stava preparando da tre anni.

 

Disse di chiamarsi Jade. Era un bugia. Non lo pronunciò nemmeno bene.
I medici dell’ospedale La Paz ci avvisarono, com’era loro dovere. Una donna africana era arrivata al pronto soccorso insieme al marito. Era incinta di ventidue settimane. Gli infermieri sospettarono che non si fosse trattato di un aborto spontaneo e lo comunicarono subito.
Il giorno dopo due delle mie ragazze raccolsero la sua dichiarazione. Non le tirarono fuori niente di chiaro, tranne che si chiamava Jade. Una di loro riconobbe il marito, era El Meco, un uomo conosciuto da tutti a Móstoles, con il vizio del gioco. Lo sbatterono fuori dalla stanza, non senza resistenze da parte sua. Fu allora che Jade iniziò a parlare chiaro.

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Doppie coppie di Lorenzo Silva

  • Scritto da Lorenzo Silva
  • Categoria: Testi

Pubblichiamo in esclusiva un racconto inedito di uno dei più importanti scrittori spagnoli d'oggi.
Uscito nel 2010 sul giornale "
Interviú", è una storia cruda e molto nera con protagonista la sergente Chamorro, personaggio feticcio di Lorenzo Silva, in coppia con il brigadiere Bevilacqua.

 

InterrogatorioCapitolo 1

 

No, non si preoccupi, lo capisco perfettamente. Lei deve ricostruire ogni cosa, le servono dettagli precisi, per quanto le sembri palese la faccenda e per quanto sia categorica la mia confessione. Anche se le circostanze suggerissero altro, io potrei essere benissimo uno di quegli squilibrati che quando si accorgono di essere sfiorati da un crimine cercano di aggiudicarselo, spinti da una voglia matta di apparire in televisione o da chissà quale altra turba. Oppure potrei voler coprire la colpevolezza di un’altra persona che m’interessa proteggere, con un colpo di spugna. È chiaro che, quella certa persona, io non la devo proteggere… ma ci sono pur sempre i bambini. Sì, potrei starmene qui e prendermi la colpa, per salvare loro, visto che alla fine dei conti per me è tutto perduto. È un argomento valido, ve lo riconosco.

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31 notti di Ignacio Escolar

  • Scritto da Ignacio Escolar
  • Categoria: Testi

31 nochesAlek l’ho conosciuto quasi due anni fa. È sui quaranta, un gigante placido e simpatico. Gli piace scherzare e andare in montagna. Ha la risata facile. È alto quasi due metri, pesa più di cento chili e fa fatica ad arrabbiarsi. Si arrabbia solo per lavoro, quando non gli rimane altra scelta. È polacco, ha amici poco raccomandabili e un passato di cui non gli piace parlare. Ora fa una vita migliore e più tranquilla: è il capo dei buttafuori alla discoteca Premium.
«Insomma, giornalista, che cazzo avete voi spagnoli che non volete lavorare? Qui siamo due ecuadoriani, due rumeni, un peruviano, un’argentina, una messicana e un polacco. Spagnoli niente».
Alek mi mette un braccio intorno alle spalle e mi scuote con un gesto amichevole, facendomi rovesciare il gin tonic sulla camicia.
«Neanche uno spagnolo!» ripete.

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La luce è più antica dell'amore di Ricardo Menéndez Salmón

  • Scritto da Ricardo Menéndez Salmón
  • Categoria: Testi

La luce è più antica che l'amoreTenendo a freno la sua cavalcatura, un impetuoso baio spagnolo, Pierre Roger de Beaufort posa il piede a terra lamentandosi del maltempo. Colpisce sentire come impreca in latino purissimo e cristallino uno degli uomini più potenti della cristianità, soprattutto se si considera che questo servo di Dio ha a malapena vent’anni. Anche se, in effetti, la recriminazione del cardinale diacono, il futuro Gregorio XI, non sembra fuori luogo, perché piove senza sosta da due settimane, e per la precisione da quando De Robertis si è chiuso nella torre dell’omaggio del castello di Sansepolcro per completare la sua ultima opera.
Beaufort porge a un servitore le briglie del suo cavallo con mano abituata a concedere e a togliere. È la mano di un principe della Chiesa, organo di consacrazione e condanna, sineddoche del proposito ecumenico che rappresenta, mano che nel futuro verrà ricordata nei libri di testo come quella dell’ultimo francese che custodì tra i mortali le chiavi del Cielo.

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