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Dove non sei di Gustavo Martín Garzo

Dove non seiHo ricominciato a vedere la Signora. Si trovava ai piedi del letto e l’ho vista in tutta la sua nitidezza, come le altre volte, visto che il suo corpo irradia luce. Sembra luce che si riflette nelle acque nere, la luce che c’è nei pozzi quando i tuoi occhi si abituano all’oscurità. Una luce che nasce dall’interiorità, da quanto c'è di più profondo, che tremola così tanto da obbligarti a guardarla.
In questa casa abbondano i rumori notturni. Scricchiolano le assi del pavimento, le porte, le vecchie cassettiere e gli armadi. Anche quando tutti dormono, si sentono dei rumori.
Rumori di passi, di risate, di piccoli colpi che non si sa da chi siano stati provocati. La nonna assicura che sono gli spiriti della casa, che non possono riposare per via dei peccati che al suo interno sono stati commessi, ma la vera causa è l’umidità. Il legno di gonfia e si lamenta come se fosse malato, come se avesse una coscienza e ricordasse cose. Cose che hanno a che vedere con il trascorrere del tempo e che fanno parte di un mondo precedente. Tutti questi rumori cessano quando la Signora viene a trovarmi.

Gustavo Martín GarzoLa Signora non parla. A volte fa dei gesti con le mani, cerca di dirmi qualcosa in un linguaggio dei segni che ricorda quello dei sordomuti. Arriva sempre di notte, quando rimango sola. Non so come entri nella mia camera. È possibile che ci riesca attraverso una porta nascosta, una porta che solo lei conosce e che usa per entrare e uscire senza che nessuno la veda. Una porta segreta, come quella che conduce alla stanza che lo zio Orestes ha fatto costruire. Lo zio era il fratello della nonna e ha concepito quella camera per spiare sua moglie. Era un’attrice portoghese conosciuta durante uno dei suoi viaggi. Si sposarono e traslocarono a Madrid. Ma lei non voleva rinunciare alla sua vita di prima e così cominciarono i problemi della coppia. Lo zio finì per impazzire di gelosia e per portarla via da ogni tentazione; decise di far mettere a posto la vecchia casa di famiglia e tornare al villaggio con la sua sposa.

linea verticale In questa casa abbondano i rumori notturni. Scricchiolano le assi del pavimento, le porte, le vecchie cassettiere e gli armadi

Donde no estasMa quello non gli bastò, e ordinò che fosse costruito un intero mondo segreto di passaggi e stanze che circondavano la vera casa; e per mezzo di essi si piazzava a spiarla. Una di queste stanze si trova nella camera da letto principale, dietro lo specchio: l’ho vista con i miei stessi occhi. Sono state le mie cugine che me ne hanno parlato. Secondo loro, lo zio trascorreva lì tutto il suo tempo libero, spiando ciò che faceva sua moglie, visto che è uno dei quegli specchi che permettono di guardare dall’altro lato, senza essere visti.
Le mie cugine trascorrono le estati a Zarauz e, quando la mamma era ancora viva, andavamo a trovarle tutti gli anni. Non andavamo mai al villaggio, e questo era il motivo per cui non ne sapevo nulla. Arrivai con la zia Joaquina in taxi e, nemmeno il tempo di scendere, mi piacque molto com’era. Il cielo era pieno di rondoni che volavano da una parte all’altra, e si misero a suonare le campane annunciando la novena. Mi fecero venir voglia di piangere perché mi ricordai di mamma. Mi ripeteva sempre che in nessun altro posto era stata così felice come in quel villaggio. Fu a Villalba, dove crebbe con le sue sorelle, la zia Joaquina e la zia Conchita, fino a che non divennero grandi e la nonna le inviò a lavorare come domestiche in un convento di monache, a Madrid; e fu lì dove, anni dopo, conobbe papà quando aveva tre anni più di quelli che ho io adesso.

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Gustavo Martín Garzo (Valladolid, 1948) è laureato in Lettere e Filosofia, con specializzazione in Psicologia. Intellettuale di fama riconosciuta, ha firmato articoli per i più importanti quotidiani spagnoli, oltre a organizzare e animare convegni letterari. Ha pubblicato, tra i tanti, La voce delle sorgenti (Premio Nacional de Narrativa), Marea oculta, La principessa incompleta, Tutto sulle mamme, El pequeño heredero, Las historias de Marta y Fernando (Premio Nadal), El jardín dorado, Y que se duerma el mar e La puerta de los pájaros. I suoi romanzi, pluripremiati, sono stati tradotti in italiano, francese, greco e danese.

[ © Editorial Planeta S.A. | Traduzione: Matteo Di Giulio ]

 

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