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Di notte senza méta di Juan José Mira

Di notte senza metaJuan José Mira, pseudonimo di Juan José Moreno Sánchez (La Puerta de Segura, Jaén, 1907 - Lloret de Mar, Gerona, 1980), ha vinto con En la noche no hay caminos la prima edizione del Premio Planeta, istituito da José Manuel Lara Hernández nel 1952.
Ambientato tra il presente e un passato doloroso durante la guerra civile, il romanzo è ormai un classico moderno della letteratura spagnola: ha ottenuto un successo tale da toccare, nel 2006, le ventotto edizioni.
Ancora inedito in Italia, ne proponiamo l'incipit tradotto per l'occasione, così da permettere di riscoprire un piccolo gioiello di stile e tensione drammatica.

I

Elena gli aveva detto al telefono: «Scusa se ti disturbo, ma il fatto è che Pablito è malato e ho immaginato che t’interessasse saperlo».
«Cos’ha?»
Juan José Mira
«Ieri pomeriggio, quando è tornato da scuola, mi è sembrato che fosse più caldo del solito, gli ho messo il termometro e, effettivamente, aveva la febbre. Ha trascorso una notte piuttosto turbolenta e stamattina la febbre era salita quasi a trentanove. Sarà un’ora che è venuto il medico. Dice che è un principio d’influenza.»
«Già.»
Ci fu una breve pausa prima che Elena gli chiedesse: «Vuoi che gli dica qualcosa da parte tua?»
La domanda provocò ad Andrés una risatina soffocata.
«Dove sei?»
«Per strada. Sono uscita per comprare un paio di cose e quello che il medico gli ha prescritto. Se vuoi posso venire a prenderti in taxi, così passi per vedere Pablito. Gli faresti un enorme piacere. È sempre così insistente quando si tratta di te. Mi aspetterai?»
Andrés poteva vedere, dall’alto lato della linea, il volto ansioso della donna che gli aveva appena posto con tono di supplica la domanda.
«Va bene», disse dopo un momento di pausa. «Ti aspetto.»
E, adesso, Andrés Lozano era seduto da solo a un tavolo della terrazza del “Luxor”, l’elegante bar in piazza Calvo Sotelo, in attesa dell’arrivo di sua sorella Elena. Aveva accesso una sigaretta e fumava pensieroso. Non era passati nemmeno due minuti da quando Olga si era congedata da lui. Ma… al diavolo quella ragazza! Non era lei a preoccuparlo in quel momento, semmai era la conversazione con Elena; o, per dirla tutta, l’infinità di dettagli e di ricordi che lei gli faceva turbinare in testa. Questo era ciò che gli riempiva l’animo proprio in quel momento. Gli faceva schifo la prospettiva di mettere piede in quella casa. Soltanto i suoi nipoti potevano contare sul suo affetto incondizionato, in special modo il piccolo, Pablo. Per quanto invece riguardava le altre due… Non lo entusiasmava granché l’idea di avere di nuovo a che fare con la madre. In quanto a Elena…

linea verticale Gli faceva schifo la prospettiva di mettere piede in quella casa

En la noche no hay caminosUn ricordo dell’infanzia di entrambi, ormai remota, emerse inatteso dalla sua memoria. Elena allora avrà avuto circa otto anni. Indossava una vestito chiaro e arioso – doveva trattarsi di un’estate – e pettinava i capelli neri con la riga nel mezzo, fino alla nuca, divisi in due lunghe trecce, stretti da due minuscoli lacci rosa. Si trovavano in un giardino, o in un parco privato, perché scorrazzavano sull’erba. A che cosa stavano giocando? Dopo, si sedettero sull’erba e Elena, all’improvviso, gli chiese: «Senti, Andrés, quando sarai grande ti piacerebbe sposarti con me?»
«Non dire cavolate. I fratelli non si sposano», gli disse lui.
«Sì, lo so», ammise lei, pensierosa, «e non lo capisco. Sul serio, Andrés, non lo capisco. Staremmo sempre insieme e ci troveremmo bene. Gli altri ragazzi non mi piacciono. Oppure potremmo fare un’altra cosa: vivere insieme senza sposarci. Questo sì che si può fare, no?»
Gli occhi di Elena si spalancarono, chiari e innocenti. Due stelle all’alba. E lui, che sapeva già cosa doveva dire, si sentì muovere dall’orgoglio. «Sì», le rispose. «Resteremo sempre insieme e io ti difenderò.»
Adesso, quel vecchio ricordo gli dipingeva sulle labbra una smorfia amara.

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Juan José Mira è stato uno scrittore spagnolo. Laureato in Giurisprudenza all'Università Centrale di Madrid, prese parte alla Guerra Civil dalla parte dei repubblicani. Membro del Partitio Comunista, fu catturato e imprigionato. Durante la dittatura ha lavorato come redattore e sceneggiatore cinematografico. È autore di romanzi polizieschi intrisi di critica sociale e di altre opere, tra cui Así es Rosa (1945), Rita Suárez (1946) e Mañana es ayer (1954).

 

Traduzione: Matteo Di Giulio | © Eredi di Juan José Mira ]

 

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