Magazine di approfondimento culturale |

Hipnofòbia di Salvador Macip

HipnofobiaIl generale Sandcliff sparpaglia un mucchio di fotografie sul tavolo. Se le passano, una a una. Alcune le riconoscono: sono uscite sui giornali. Altre hanno stampato in un angolo il timbro di massima segretezza. Le vedranno per la prima volta.
Corpi distrutti. Bruciati dall’interno. Come se le viscere fossero esplose di colpo. Ammucchiati gli uni sugli altri. Identità perse all’ombra di braccia e gambe che le ricoprono come foglie secche d’autunno. Estremità senza tronchi. Ossa sbriciolate. Una montagna di frammenti uniti dal cemento grigio delle ceneri e della polvere, dai resti di palazzi e di vegetazione. Vite anonime calpestate dalla violenza di un istante.
«All’inizio credevamo si trattasse di un suicidio rituale. Ne aveva tutto l’aspetto, avevano detto gli esperti. Ma qualcosa non tornava. Quelle persone sembravano sorprese. Come se un’esplosione li avesse colti nel bel mezzo delle loro attività quotidiane, nei capanni, sulla spiaggia, nella sala da pranzo, in bagno. Non si stavano preparando a lasciare questo mondo.»

Il generale Sandcliff fa una pausa. Si passa la mano sui capelli neri impomatati. È stanco di rivivere un'altra volta la stessa storia.
«In casi simili, di solito, è possibile riscontrare un cerimoniale, svariate tracce. Questo, invece, ha piuttosto l’aspetto di un assassinio di massa ben congegnato. Il problema è che nemmeno i medici forensi sono riusciti a spiegare come siano morti questi sventurati. “Consumati dall’interno” è quanto di più specifico siamo riusciti a leggere sui loro rapporti. Dev’essere qualcosa di nuovo. Un’arma molto potente, abbastanza da radere al suolo qualunque cosa nel raggio di un quarto di miglio. Ma, naturalmente, questi non sono fatti decisivi. Solo indizi. E la cosa peggiore di tutte…»
Salvador MacipIndica le foto con il timbro rosso. I nuovi le guardano incuriositi. Sono qui da tempo sufficiente per avere familiarità con il rigore dei procedimenti. L’informazione viene data a piccole dosi, quando il generale ritiene siano pronti per passare al livello successivo.
Le immagini mostrano un groviglio di corpi bruciati, come tutti gli altri, ma distribuiti in modo singolare, radiale, convergente verso l’ipotetica origine della misteriosa esplosione che aveva eliminato qualsiasi traccia di vita nel piccolo isolotto. La Zona Zero. Ma in quel punto non c’è un cratere. Né il segnale di una forza distruttrice che possa essere stata la responsabile del disastro. Soltanto un individuo gracile, svestito, seduto nella posizione del loto, con gli occhi chiusi, estraneo al caos che lo circonda. Come se non facesse parte di quello spettacolo. Come se qualcuno l’avesse aggiunto nella foto usando un programma al computer.
Completamente indenne.
«Questo non vuole dire niente» dice uno di loro, lasciando le foto davanti a sé.
Il dottor Metcalf, seduto su una sedia in un angolo della sala, non fa nessun commento. Il generale Sandcliff li guarda con un’espressione vuota. Sa meglio di loro che potrebbe non avere alcun significato. O essere la chiave di tutto.
Quel personaggio misterioso era apparso in mezzo a quasi cento corpi carbonizzati. Membri di una setta di cui non conoscevano neanche un dettaglio. Né da quanto tempo esistesse, né a quale religione appartenesse, né quali fossero i suoi obbiettivi. Niente. Soltanto che doveva esserci un qualche nesso con il traffico di stupefacenti, a giudicare dai pacchetti che erano stati trovati sull’isola, pronti per essere inviati chissà dove. Questo e i resti di un laboratorio chimico, dov’era evidente venisse elaborata la droga. Erano riusciti a mantenere un anonimato pressoché assoluto e l’esplosione, o qualunque cosa fosse, aveva ucciso tutti coloro che potessero fornire qualche informazione.

linea verticale Quel personaggio misterioso era apparso in mezzo a quasi cento corpi carbonizzati

Tutti tranne uno. L’unico che poteva spiegare perché quell’accampamento insediato in uno sperduto paradiso tropicale si fosse trasformato in un inferno nel giro di un solo istante.
E non aveva profferito parola da allora.
«Possono esserci mille spiegazioni.»
«È da tempo che le stiamo valutando tutte, puoi starne certo.» Un’altra cartelletta si aggiunge al mucchio di documenti che ci sono sul tavolo. Devono comparare ancora molti dati prima che le loro conclusioni vadano nella direzione adeguata.
«Io sono il primo a non credere che questo figlio di puttana possa avere fatto fuori un villaggio intero ed essersela cavata senza neanche un graffio. È fuori da ogni logica. Il dottor Metcalf» lo indica «ci può fornire tutti i dettagli.»
Se volesse, pensa il generale Sandcliff. Sembra che il dottor Metcalf sia a disagio di fronte a quella che deve avere interpretato come un’intrusione professionale. Si sta tenendo in disparte da quando sono arrivati i nuovi. Non può fargliene una colpa. Farebbe lo stesso se potesse.
«Ma in ogni caso lo teniamo qui rinchiuso e studiamo persino l’aria che respira. Potremmo trovarci di fronte all’arma più potente che sia stata mai inventata. Anche se ci fosse una possibilità su un milione, è nostro obbligo analizzarla a dovere.
Salvador Macip«O forse è il più grande commediante della storia» continua a ipotizzare uno dei nuovi. «Immaginatevi un tizio che, per caso, perché è in vacanza nella zona, arriva prima delle autorità sulla scena del crimine. Un crimine che può avere qualsiasi motivo, dal suicido fino a una vendetta fra trafficanti, passando per una manovra architettata per cancellare le piste in un affare di droga scappatogli di mano, chi lo sa. Il nostro amico decide che non gli dispiacerebbe essere per una volta il protagonista di una notizia che uscirà in prima pagina sui giornali, anziché continuare a rimanere intrappolato per sempre nella sua esistenza monotona. Sposta un po’ i cadaveri, si spoglia e aspetta che lo trovino lì in mezzo, a meditare tranquillamente, e diventa a quel punto uno dei grandi enigmi del secolo. Potrebbe essere la spiegazione razionale che cerchiamo.»
«O magari qualcuno lo droga quasi fino al coma e lo pianta lì in mezzo per farlo diventare il responsabile della carneficina. Poi cancella le impronte e depista così la polizia mentre i colpevoli se ne scappano in un altro paradiso fiscale senza trattati di estradizione» aggiunge un altro.
«Forse» riconosce il generale Sandcliff, stufo di sentire le scuse che lui stesso si ripete giorno dopo giorno. Ma, d’altro canto, perché tanta preparazione? Perché questa scenografia contorta?»
«E perché no?» proseguono. «Perché centinaia di persone dovrebbero volere innaffiarsi con la benzina e accendere un cerino? Non si sa, ma lo fanno ogni tanto. Come questi qui, forse. Adoravano il dio delle fiamme e hanno pensato che fosse il momento di congiungersi con il loro creatore. La mente umana è il mistero più grande che ci sia.»
«Magari il cerino l’ha acceso qualcun altro, a tradimento.»
HipnòfobiaEl secret de la banya embruxadaParlano tutti assieme. Gli scienziati vogliono esaurire le soluzioni facili prima di accettare l’incredibile.
Il generale Sandcliff è consapevole che non serve ricorrere a nessun potere soprannaturale per trovare una logica ai fatti. Ma il suo lavoro è proprio l’opposto: dimenticare le spiegazioni razionali e indagare l’impossibile. E se davvero quell’uomo fosse capace di distruggere tutto quanto gli è vicino con la sola volontà? Se è così, possono fare qualcosa per evitarlo? Se è così, possono trarne profitto?
Respira a fondo. Gli occhi hanno perso la luce che ora vede riflessa sui volti dei dottori, affascinati dalla sfida di un mistero che sembra (però credono non possa esserlo) insolubile. Il Generale sa fin troppo bene che questo rompicapo ha un tassello che non combacia con gli altri.
«C’è molto più di questo, tenetelo presente. Ci sono prove fisiche che indicano che questa persona non è come qualsiasi altra: non dorme. Il suo cervello non riposa. Non sappiamo nemmeno se sia vivo. Almeno non come noi solitamente descriviamo “essere vivi”».

linea orizzontale2

Salvador Macip (Blanes, 1970) è scrittore e medico ricercatore presso l’università di Leicester. Le sue pubblicazioni, alcune delle quali frutto di collaborazioni con altri autori, si dividono tra la divulgazione scientifica e la narrativa per adulti e per l'infanzia, tra cui Mugrons de titani (2005), Ullals (2010), Quina gran persona! (2007), Oriol i Tururut (2007), El rei del món (2007), El joc de Dèu (2010), Hipnofòbia (2012), La reina de diamants (2014), Els secrets de la banya embruixada (2015) e Cinc setmanes de colònies (2016).

[ © Grup62 | Traduzione dal catalano: Laura Mongiardo ]

 

Forse ti interessa anche...

Copyright © 2014-2016 Cuéntame. Tutti i diritti riservati.
Questo sito utlizza cookies. Per saperne di più. | Privacy.
¿Eres escritor?