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31 notti di Ignacio Escolar

31 nochesAlek l’ho conosciuto quasi due anni fa. È sui quaranta, un gigante placido e simpatico. Gli piace scherzare e andare in montagna. Ha la risata facile. È alto quasi due metri, pesa più di cento chili e fa fatica ad arrabbiarsi. Si arrabbia solo per lavoro, quando non gli rimane altra scelta. È polacco, ha amici poco raccomandabili e un passato di cui non gli piace parlare. Ora fa una vita migliore e più tranquilla: è il capo dei buttafuori alla discoteca Premium.
«Insomma, giornalista, che cazzo avete voi spagnoli che non volete lavorare? Qui siamo due ecuadoriani, due rumeni, un peruviano, un’argentina, una messicana e un polacco. Spagnoli niente».
Alek mi mette un braccio intorno alle spalle e mi scuote con un gesto amichevole, facendomi rovesciare il gin tonic sulla camicia.
«Neanche uno spagnolo!» ripete.

31-nottiAlek si scusa, chiama la cameriera e mi ordina un altro drink. Lui beve solo Coca-Cola Zero a piccoli sorsi e di tanto in tanto si distrae dalla conversazione. Sembra che senta le voci e, in effetti, è quello che succede quando uno degli altri buttafuori gli parla attraverso l’auricolare che porta all’orecchio.
«Scusami, torno subito». Alek sembra preoccupato. La Premium è un locale piuttosto fighetto nel centro di Madrid; una di quelle discoteche costruite negli anni Settanta nel seminterrato di un palazzo di uffici. Quindici euro l’ingresso con consumazione; dodici euro ogni drink in più. È vicina alla redazione e Alek mi offre sempre il primo giro: ormai sono un habitué.

linea verticale Strilla, cade a terra e si prende una pedata nello stomaco. Non riesce a respirare e per tre secondi smette di gridare

La musica alla Premium è alta, ma riesco lo stesso a sentire le grida dal bancone del bar dove mi trovo, un po’ appartato rispetto alla pista. All’ingresso c’è una rissa. Con tre gin tonic in corpo ho perso qualsiasi residuo di prudenza, quindi mi affaccio dalle scale per vedere che succede. Alek non ha più l’aria tanto simpatica. “Il tipo aveva alzato la cresta” racconterà poi.
Il Tipo ora è sospeso in aria con Alek che lo tiene per le orecchie. Strilla, cade a terra e si prende una pedata nello stomaco. Non riesce a respirare e per tre secondi smette di gridare. Alek lo afferra e quello vola di nuovo andando a stamparsi sul marciapiede. Raccoglie il cellulare da una parte e la batteria dall’altra – è un modello piuttosto antiquato, una specie di citofono portatile. Si alza e, zoppicando, si allontana dalla Premium. Si volta, come per avere l’ultima parola. Guarda Alek, ci ripensa, abbassa la testa e se ne va. Alek si spazzola i vestiti, mi vede e sorride di nuovo.
Ignacio Escolar«Scusa, amico, cosa ti stavo dicendo?»
Sono fra quelli che dicono di non sopportare la vioenza, che si considerano incapaci di fare del male a una mosca. Quel mese di agosto ho scoperto che non è vero. Altrimenti non sarei diventato amico di Alek, non avrei mai conosciuto Velasco e non sarei finito così.
È stato per una mia decisione, per mia ferma volontà, per incoerenza tra buoni propositi e azioni effettive se sono sprofondato nelle viscere della discoteca Premium con tutte le conseguenze, fino alla fine. Difficile sostenere che non sapevo dove mi stavo cacciando, gli avvertimenti che tutto questo non poteva concludersi bene non sono mancati.
È stato Alek a presentarmi al mio assassino, ma non gli serbo rancore.

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Ignacio Escolar, detto Nacho, è un giornalista e blogger spagnolo. Fondatore del famoso quotidiano "Público", e attuale direttore del periodico "eldiario.es", è un grande protagonista della scena politica e culturale del suo paese: fanno scalpore i suoi focosi interventi radiofonici e televisivi, il suo account di Twitter è uno dei più seguiti in Spagna. 31 notti è la sua prima prova narrativa.

[ © Marcos y Marcos | Traduzione a cura di Gina Maneri ]

 

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