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Giovani di talento

Jenn DíazLa nuova leva di scrittori spagnoli, nati dal 1980 in poi, è in grandissima forma. Lo dimostrano i tanti titoli che hanno fatto bella figura nei vari elenchi dei migliori romanzi tipici del finale di anno, compreso quello stilato da Cuéntame.
Un'autrice estrememente versatile è la manchega María Zaragoza (Campo de Criptana, Ciudad Real, 1982), che nel 2015 ha regalato ai suoi lettori addirittura due romanzi. Del primo, Avenida de la luz, abbiamo parlato al momento dell'uscita, mentre il secondo, Diario imaginario de la mujer tigre (Cazador de Ratas, 172 pagine), è stato pubblicato da poco. Romanzo che l'editore definisce lirico, poetico, è l'ennesimo tassello di una bibliografia molto interessante perché capace di tangere generi diversi e restare sempre molto originale. L'opera, in parte biografica, è una metafora sulle relazioni sentimentali e su come ci si innamori, spesso, non tanto del proprio partner quanto dell'idea
stessa della relazione. Pagina dopo pagina, attraverso figure animali intrise di saggezza e cinismo, ma fondamentalmente ottimiste, il circo dei sentimenti esplode in tutta la sua potenza.

La nuova leva di scrittori spagnoli, nati negli anni Ottanta, è in grande forma linea verticale

Non ha bisogno di grandi presentazioni Jenn Díaz (Barcellona, 1988), vero e proprio enfant prodige della narrativa spagnola. Giunta al quarto romanzo, conferma le aspettative del pubblico e della critica: Mare i filla (Amstedam, 192 pagine), il suo primo romanzo scritto direttamente in catalano, apparirà a fine febbraio anche in castigliano come Madre e hija (Destino, 172 pagine). Considerata una possibile erede di Mercè Rodoreda, la scrittrice torna alle difficoltà dell'universo famigliare che già erano state protagoniste di Es un decir, Mujer sin hijo e Belfondo (quest'ultimo pubblicato anche in Italia). Il nuovo romanzo si apre con la morte del padre, che cambia le carte in tavola nella vita di una famiglia felice: l'universo femminile che gli ruotava intorno, la moglie, la sorella e due figlie, deve rimboccarsi le maniche per voltare pagina e imparare a tirare avanti. Sparito il maschio, rimangono quattro modelli di donna, diversi e complementari, da scoprire grazie alla prosa di Díaz. In catalano è diventato subito un successo, si ripeterà anche in castigliano?
Infine, il meno recente del gruppo, il nuovo romanzo di Guillermo Aguirre (Bilbao, 1984): uscito a settembre 2015, s'intitola El cielo que nos tiene prometido (Demipage, 264 pagine) e merita di non passare sotto silenzio. Narra, negli anni Cinquanta, la storia di una fuga. Una donna e un uomo salgono a bordo di una vecchia Seat e attraversano una Spagna rurale e arretrata alla ricerca di un rifugio dove potersi nascondere. Ma esisterà davvero un posto del genere, in cui sentirsi al sicuro da tutto e da tutti? Per molti critici è stato uno dei romanzi più sottovalutati dell'anno: da scoprire.

Diario imaginario de la mujer tigre Mare i filla Madre y hija

El cielo que nos tiene prometido

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