Magazine di approfondimento culturale |

La buona terra di Carrasco

Jesús CarrascoIl primo romanzo di Jesús Carrasco (Olivenza, Badajoz, 1972), Intemperie, era stato un notevole caso editoriale: tradotto in tredici paesi, bestseller di qualità in patria, elogiato dalle critiche di mezza Europa, scomodando nomi come quelli di Cormac McCarthy o William Faulkner.
Il suo ritorno con un nuovo titolo è una notizia non da poco, viste le aspettative a fronte di un esordio così importante.
La tierra que pisamos (Seix Barral, 272 pagine) è uscito il 12 febbraio e, indipendentemente dalla reazione della ricezione della critica e del pubblico, farà parlare molto di sé, sia in Spagna che all'estero.
Ai principi del Novecento la Spagna è stata annessa al più grande impero esistente.

In cambio della pace e della prosperità che ne consegue i nuovi padroni chiedono un paesino dell'Estremadura in cui far vivere alcuni militari d'alto rango che hanno avuto il merito di condurre in porto la conquista. Ma un giorno la vita di Eva Holman, moglie di uno di questi generali, è sconvolta dall'arrivo di uno sconosciuto che reclama la sua terra natale e, per farlo, comincia con occupare le proprietà della donna e del marito. Insieme a lui arriveranno grandi sconvolgimenti per tutti.

Il nuovo romanzo di Jesús Carrasco farà inevitabilmente parlare molto di sé
linea verticale

Romanzo epico, che fa un uso sottile della metafora, come già accaduto nell'esordio di Carrasco, La tierra que pisamos è un ritratto del rapporto tra l'uomo e la terra in cui vive. Di come uno straniero possa insediarsi altrove senza sentirsi a casa e del senso di appartenenza, invece, di chi con quella stessa terra nutre un legame speciale.
E poi la lotta, come costante della vita degli uomini, come tensione continua e dolorosa, ma piegata alle consuetudini, alla propria cultura, all'educazione e a tutti quei vincoli che fanno di una persona ciò che è.
Ma dopo l'agone c'è, per Carrasco, uno stadio successivo: il guardare il proprio prossimo con un occhio diverso. Non più straniero, non più estraneo o usurpatore. Un romanzo con morale, commovente e appassionante.
Confermerà il talento di un autore che finora è stato baciato, quasi un predestinato, dalla fortuna?

La tierra que pisamos

Forse ti interessa anche...

Copyright © 2014-2016 Cuéntame. Tutti i diritti riservati.
Questo sito utlizza cookies. Per saperne di più. | Privacy.
¿Eres escritor?