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La moltitudine delle voci nere

Estela ChocarroSono tanti i romanzi polizieschi che si stanno avvicendando sul mercato, talmente tanti che è praticamente impossibile rendere conto di un panorama ricco come pochi altri ed estremamente vivace.
Estela Chocarro (Pamplona, 1973) firma Nadie ha muerto en la catedral (Maeva, 304 pagine), il suo secondo giallo dopo il recente El próximo funeral será el tuyo. L'omicidio stavolta avviene all'interno della cattedrale di Pamplona: a farne le spese è il vecchio addetto al campanile. In una stanza segreta, però, chi indaga ritrova un corpo e un quadro, forse di Dalí. Per aiutare gli inquirenti è assoldato un esperto d'arte che a sua volta ha qualcosa da nascondere.
Olalla García (Madrid, 1973) è un'autrice specializzata nel genere storico. Con En tierra de nadie (Pàmies, 256 pagine) salta la barricata e passa al thriller psicologico. Una protagonista, Adela, che è felice nonostante le mille difficoltà del presente. Una corsa contro il tempo che si scatena quando tutto ciò che la circonda comincia a crollarle addosso. Una fitta trama di suspense e colpi di scena. Un possibile outsider editoriale.

La lluvia en la MazmorraNon è invece nuovo al genere noir Manuel Barea (Sevilla, 1989) che con il suo primo romanzo, Vertedero, aveva trionfato al premio Valencia Noir. Ora passa a Alrevés e pubblica Desterro (192 pagine): da un lato un paese sperduto nel nulla ma popolato da criminali e gente poco raccomandabile, compreso uno sceriffo crudele; dall'altro un antieroe che attraversa quella terra senza paura. Ma il suo arrivo in quell'angolo remoto d'inferno non è un caso e a scoprire le sue intenzioni, pagina dopo pagina, sarà la cupa umanità che popola il villaggio.

Sono talmente tanti i romanzi polizieschi sul mercato che è impossibile rendere conto di un panorama così vivace linea verticale

Con La lluvia en la mazmorra (Versátil, 400 pagine) un altro sivigliano, Juan Ramón Biedma (1972), si conferma tra le voci più autoritarie del giallo storico. Ambientato durante gli ultimi tre giorni di mandato del generale Primo de Rivera, prima della Guerra Civil, ai principi del Novecento, il romanzo prende il via da una serie di lettere appartenenti al re Alfonso XIII: saranno uno scrittore, una professoressa, una sceneggiatrice teatrale e un portiere a dover indagare negli ambienti teatrali per recuperarle e giocare un ruolo chiave nel futuro del paese. La peculiarità della trama è la capacità di portare il lettore nei meandri più oscuri e bizzarri, non senza un tocco d'ironia surreale, della Madrid degli anni Trenta, ricostruita con eccezionale vivacità.
Desde las tinieblasAltro editore specializzato in hardboiled e poliziesco è RBA, che con continue iniezioni d'adrenalina letteraria infonde linfa nella narrativa di genere. Stavolta è il turno della coppia formata da Jordi Badía (Barcelona, 1961) e Luisjo Gómez (Barcelona, 1961): dirigente di professione e storico per passione il primo; ex pugile ieri e avvocato penalista oggi il secondo. Insieme hanno già pubblicato La cruz de Saraís e El legado del valle. Con Desde las tinieblas (400 pagine) portano avanti la serie con il loro protagonista, il sergente Palau, cui spetta il difficile incarico di risolvere uno degli omicidi più macabri e brutali della storia criminale di Barcellona. In un albergo a ore, un cadavere, al quale seguiranno altri assassinii, tutti collegati tra di loro ma il cui legame non è facilmente spiegabile.
El bosque de los inocentesÈ seriale anche il personaggio principale di Sarna con gusto (Suma de Letras, 512 pagine) di César Pérez Gellida (Valladolid, 1974), che torna a raccontare le imprese dell'ispettore di polizia Ramiro Sancho, già visto nella trilogia Versos, canciones y trocitos de carne (Memento mori, Dies irae, Consummatum est). Il grande successo dei romanzi precedente spinge Pérez Gellida a intrecciare una trama nerissima dove la disillusione del suo eroe e un brutale sequestro si sommano a un presente ancora più cupo e violento. Ad aprile in libreria.
Si rimane in casa Penguin Random House con Los ángeles de hielo (Grijalbo, 464 pagine) di Toni Hill (Barcellona, 1966), autore d'afflato internazionale grazie alle vendite dei bestseller L'estate dei giochi spezzati e Il suicidio dei buoni, entrambi pubblicati in Italia da Mondadori. La differenza, stavolta, è lo sfondo delle vicende: non più il presente urbano, ma il passato recente, per un intrigo gotico ambientato al principio del XX secolo in una Barcellona in forte cambiamento, da paesino provinciale a potenza economico-industriale. Reduce dalla prima guerra mondiale e da Vienna, Frederic Mayol decide di trasferirsi in Catalogna per esercitare come psicologo in un sanatorio di provincia. Giunto lì, si renderà conto che dietro la facciata la struttura ospedaliera nasconde molti macabri misteri.
La fractura del reloj de arenaÈ di Barcellona anche Graziella Moreno (1965), magistrato di giorno e scrittrice di notte. Con El bosque de los inocentes (Grijalbo, 336 pagine) ripropone la sua penna intinta di inchiostro color rosso sangue che già aveva destato l'attenzione di pubblico e critica con il suo esordio, Juegos de maldad. Una donna, Iris, fa lo stesso sogno ogni notte, fino al giorno in cui, esausta per colpa dell'incubo che le toglie il sonno, accetta l'invito di sua zia a passare un po' di tempo con lei nel paese in cui ha trascorso le estati quand'era ragazzina. Staccando la spina, spera di poter finalmente trovare un po' di pace. Ma lì incontrerà incubi ancora peggiori, a partire da un bambino scomparso nei boschi limitrofi e uno straniero che risveglia in lei terribili ricordi.
La fractura del reloj de arena (Debolsillo, 488 pagine) è il terzo e ultimo appuntamento con la detectiva Ada Levy, già protagonista di Cómo matar a una ninfa e El juego de los cementerios. La sua autrice, Clara Peñalver (Siviglia, 1983), alza il livello di difficoltà cui sottoporre la sua eroina: reduce da una relazione che credeva importante e che invece è naufragata malamente, Ada scopre che la sua migliore amica soffre di un tumore al cervello. Per provare ad aiutarla dovrà rimangiarsi l'orgoglio e rivolgersi all'uomo che più odia al mondo: suo padre, oncologo di fama ma soprattutto, quando lei era bambina, l'uomo che la maltrattava. Come se non bastasse, c'è una sottrazione di cadavere, quello di un famoso avvocato, su cui indagare. La soluzione sarà da cercare in un covo di vipere: la famiglia del defunto, ansiosa di ereditare il patrimonio del morto. Riuscirà Ada Levy a farcela e a rimanere in piedi?
En passant, nel mare di uscite interessanti, meritano una citazione anche Tres días de agosto (Plaza & Janés) dell'autore di bestseller per adulti e per ragazzi Jordi Sierra i Fabra,
Cacahuete (Base) di Darío Vilas, Manguis (Erein) di Paco Gómez Escribano e El hijo del Mississippi (Stella Maris) di Juan de Dios Garduño, già autore dell'horror zombie Y pese a todo... recentemente trasposto al cinema a Hollywood dal regista Miguel Ángel Vivas con il titolo Extinction.

Nadie ha muerto en la catedral Los ángeles de hielo En tierra de nadie Sarna con gusto Desterro

 

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