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Un nuovo editor in sella

Alberto OlmosTocca ad Alberto Olmos (Segovia, 1975) ricevere il testimone da parte di Elvira Navarro come editor responsabile della collana di narrativa di Caballo de Troya.
Dopo l'ottima lavoro svolto dalla scrittrice lo scorso anno non sarà facile per il neo-direttore mantenere l'alta qualità media, anche se i primi due titoli lanciati sul mercato fanno ben sperare.
Il suo debutto come curatore è infatti con La pertenencia (240 pagine) di Gema Nieto
(Madrid, 1981), un racconto che finge l'autobiografia per bucare come un proiettile la vita di una donna che, persa la madre a tredici anni e arrivata a trenta, decide di tornare indietro per ripercorrere la sua prima decada di vita e togliersi un po' di sassolini delle scarpe. Drammi familiari, ricordi e un feroce conto alla rovescia con se stessi sono il piatto forte di questo romanzo d'esordio, che se tutto va bene farà molto parlare di sé.

A marzo è il turno di María Folguera (Madrid, 1985), che arriva al secondo romanzo a quindici di distanza dal primo, pubblicato nel 2001, e che Olmos già aveva incluso nell'antologia di voci nuove Última temporada.

Alberto Olmos e Caballo de Troya promettono tante nuove meraviglie linea verticale

Los primeros días de Pompeya (256 pagine) prende piede con la crisi economica, in una Madrid messa in ginocchio: sono gli attori, in una performance ucronica, a denunciare le miserie del capitalismo finanziario e a tentare di minarne, in un gesto di assoluta follia idealista, le basi corrotte.
Bisogna aspettare invece aprile per Alejandro Morellón (Madrid, 1985) e il suo El estado natural de las cosas (144 pagine), che raccoglie sette racconti di ordinaria disperazione. Un uomo decide di vendere un organo in cambio di qualche migliaio di euro; una donna deride le psicopatologie urbane che la circondano; un paesino attende con ansia una tormenta; e così di seguito. Storie radicali, ossessive, che tangono il fantastico ma che, nelle loro idiosincrasie, riflettono bene il presente.
E infine anche Olmos, che non è tipo da starsene con le mani in mano, decide di affidare a una serie di racconti il suo mestiere di scrittore. Guardar las formas (Penguin Random House, 144 pagine) è il suo debutto nella narrativa breve, dopo diversi romanzi elogiati dalla critica. La peculiarità di questo suo nuovo lavoro è che ai personaggi dei frammenti fanno sempre da contraltare degli espedienti stilistici metaletterari che permettono al ragionamento critico di diventare il compagno di viaggio dei protagonisti e delle loro vicissutini ai limiti del surreale.
Olmos e Caballo de Troya promettono tante nuove meraviglie, li seguiremo con piacere.

La pertenencia Los primeros dias de Pompeya El estado natural de las cosas Guardar las formas

 

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