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Quattro per quattro

Julia MontejoLe luci dei riflettori si spostano su quattro scrittrici che in comune hanno bravura e carisma, pur affrontando generi e stili molto diversi.
Apre le danze Julia Montejo (Pamplona, 1972), che torna al romanzo con Los abrazos oscuros (Lumen, 312 pagine), una storia familiare di passioni e intrighi. La protagonista, madre felice e moglie impeccabile, sente bruciarle dentro una fame che non riesce a comprendere del tutto. Ci vorrà un incontro fortuito con un uomo dal passato e dal presente misteriosi per farla dubitare di se stessa e del suo futuro. Fuggire e lasciarsi tutto alle spalle, oppure rinunciare a quello che potrebbe essere un segno del destino? Sono domande difficili quelle che si pone, attraverso i suoi personaggi, la scrittrice navarra, il cui ultimo lavoro ha subito ricevuto critiche confortanti e che, in passato, è stata tradotta anche in Italia, da Mondadori.

Ugualmente drammatico è El beso del canguro (Suma de Letras, 192 pagine), ritorno sul mercato di Eugenia Rico (Oviedo, 1972) dopo il grande successo del precedente Aunque seamos malditas.

Le luci dei riflettori si spostano su quattro scrittrici carismatiche
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L'esperimento, riuscito stando alle prime reazioni di pubblico e critica, è di attualizzare al presente il genere picaresco, con un protagonista che, come il Lazarillo de Tormes, cambia continuamente di casa e di padrona, vendendo di volta in volta la sua carne e il suo corpo e trasformandosi, a seconda delle esigenze, in schiavo, in cameriere o in spacciatore. Un romanzo divertito e ironico, ma anche uno studio sociale che parte dalle lezione dei classici per portarla in un contesto attuale.
È molto vivace anche un debutto, quello dell'attrice televisiva Marta Torné (Barcelona, 1978). Marta y Rufus (Suma de Letras, 320 pagine) mette in primo piano una giovane donna e il cane che, appena arrivato in casa, durante un momento di solitudine e di difficoltà affettiva, saprà aiutarla a ritrovare amore e felicità. Un ritratto leggero delle idiosincrasie di una società che tende a isolare che vive momenti neri, un exploit letterario che, probabilmente, non rimarrà isolato.
Non rimarrà un exploit singolo, c'è da immaginarlo, nemmeno la prima incursione di Carmen Pacheco (Almería, 1980) nella narrativa per adulti. Todo lo posible (Planeta, 304 pagine) è un umoristico viaggio nel disincanto di un'autrice di romanzi paranormal romance che, di fronte un grave blocco creativo, deve rimettersi in discussione per non deludere i milioni di lettori che aspettano il suo nuovo lavoro: riuscirà a farlo, viaggiando per mezzo mondo, grazie alle lettere perdute di una scrittrice di thriller scomparsa negli anni Trenta. Satira del mondo letterario e del peso che soffre chi vive stritolato dalle sue aspettative, è una storia d'avventura ed emozioni universali che faranno la gioia di chi ama leggere e, più in generale, il mondo dei libri.

Todo lo posible Marta y Rufus Los abrazos oscuros El beso del canguro

 

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