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Il vecchio saggio e le giovani promesse

Anna BallbonaSe l'attuale situazione della narrativa spagnola contemporanea offre grandi spunti di riflessione su un futuro potenzialmente molto prospero, è sia grazie alle voci nuove, sia a quelle che si sono consolidate negli anni e che hanno ormai raggiunto una maturità tale da poter assurgere al ruolo di nuovi classici.
Il nome di Luis Goytisolo (Barcellona, 1935) è ormai scritto a caratteri cubitali nella storia della letteratura iberica: insignito di tutti i principali premi letterari del paese, celebrato sin dal primo romanzo, riconosciuto come il Dante Alighieri del XX secolo, vede il suo storico editore, Anagrama, puntare su di lui con due opere che più diverse non potrebbero essere, ma ugualmente importanti.
La ristampa del mastodontico Antagonía (1120 pagine), romanzo nel romanzo, composto da quattro opere (Recuento, Los verdes de mayo hasta el mar, La cólera de Aquiles e Teoría del conocimiento) che costituiscono un discorso unico, in questa nuova edizione arricchiato da un prologo di Ignacio Echvererría, è l'occasione per riassaporare la summa poetica di un maestro delle lettere.

Anche le fiabe di El atasco y demás fábulas (184 pagine), scritte nell'arco di quarant'anni e pubblicate ora per la prima volta insieme, sono un glorioso ripescaggio che dà prova di un talento incommensurabile. Un esperimento vigoroso, dove la scrittura e la saggezza morale si uniscono per dare vita a un libro tanto sperimentale quanto interessante.

Una voce consolidata e due emergenti: il segreto di una narrativa che vive un momento magico
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È più tradizionale l'approccio al romanzo di Lola López Mondéjar (Murcia, 1958), che al suo terzo lavoro si conferma tra le voci più promettenti in prospettiva futura. Cada noche, cada noche (Siruela, 196 pagine) è però al tempo stesso un confronto generazionale con uno dei numi della letteratura mondiale, Vladimir Nabokov, e con il suo personaggio più famoso: Lolita. Una donna che soffre di una malattia incurabile e che ha organizzato il proprio suicidio assistito decide di svelare, in un flusso di coscienza che coinvolge la scrittrice e il lettore, un segreto che si è portata dentro per tanti anni: la convinzione che sua madre, Dolores Haze, detta Lolita, morta di parto nel metterla al mondo, altri non sia che la persona che ha ispirato il celebre scrittore russo per il suo capolavoro. Tra confessioni e diari della mamma, l'io narrante si spinge nella psiche e nei misteri di una storia affascinante.
Anche per l'esordiente Anna Ballbona (Montmeló, 1980), finalista al Premio Anagrama de Novela, avere un referente letterario a cui approcciarsi è elemento portante per la riuscita del suo debutto letterario. Joyce y las gallinas (Anagrama, 200 pagine), scritto in catalano e tradotto da Mari Paz Ortuño, è un susseguirsi ironico e surreale di disavventure che prende spunto dai miti della scrittrice, tra cui il citato Joyce o Cesare Pavese, e la spingono a riflettere, per tramite di una protagonista pendolare che soffre per i continui viaggi in treno che la portano da casa alla redazione dove lavora come giornalista, sulla caducità del presente e sull'incredibile altalena emotiva che è la vita.
Una voce consolidata e due emergenti: il segreto dello stato di ottima salute di una narrativa, quella spagnola, che continua a lottare con coraggio, eleganza e originalità.

Antagonía El atasco y demás fábulas Cada noche, cada noche Joyce y las gallinas

 

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