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Death Row. El corredor de la muerte di Marc Sans e Óscar Perales

  • Scritto da Matteo Di Giulio

Il corridoio della morteLa moda degli zombie, in Spagna, è rimasta a lungo relegata alla narrativa più strettamente di genere. Nonostante i buoni risultati degli epigoni locali e nonostante il successo mondiale di The Walking Dead, prima il comic e poi la serie tv, il fumetto iberico non ha deciso di prendere di petto l'argomento, forse perché il cinema e le graphic novel statunitensi hanno rischiato di esaurire tutte le potenzialità di un genere tutto sommato limitato da un punto di vista puramente narrativo.
Tocca allora a Marc Sans (Barcelona, 1978) e Óscar Perales (Barcellona, 1981), fondatori dello studio Oyeme! e già co-autori dell'apprezzato La noche de los cautivos (Edicions de Ponent, 108 pagine), provare l'impossibile.
E riuscirci.
Death Row. El corridor de la muerte è un esemplare tentativo di ibridare un genere saturo con uno stile che riporta indietro di trent'anni, ai primi splatter e all'alba del fumetto del terrore.

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Los abrazos oscuros di Julia Montejo

  • Scritto da Matteo Di Giulio

Abbracci oscuriBuona parte della narrativa più recente sta andando in una direzione ben precisa: a scavare nei solchi di quel nucleo familiare che, in un modo o nell'altro e in un periodo storico di poche certezze socio-politiche, resta un punto fermo del presente.
Anche Julia Montejo (Pamplona, 1972), al quarto romanzo, segue questa pista e con Los abrazos oscuros traccia un ritratto spietato di una famiglia normale, prima costruita e poi decostruita, con lo spirito dello scienziato che dietro la lente di un microscopio, senza prendere posizione, disseziona il suo oggetto di studio con il solo intento di capirne cause ed effetti, natura e funzionamento.
Sotto i riflettori un nucleo consolidato: moglie, marito e due figlie. Nessun segreto, nessun sotterfugio. Nessun rimpianto. Gli adulti hanno buoni lavori, una domestica che li aiuta, le figlie sono modelli di educazione. Va tutto a meraviglia.
Fino a che, nelle loro vite, non irrompe l'imprevisto.

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Los muertos viajan deprisa di Nieves Abarca e Vicente Garrido

  • Scritto da Matteo Di Giulio

I morti viaggiano di corsaUn serial killer di scrittori, una coppia di investigatori atipici, un pericoloso stupratore fuggito dal carcere, un grandguignol nel mondo della letteratura noir: questo e molto altro è quanto si cela in uno dei romanzi più attesi della stagione, Los muertos viajan deprisa.
Quarto appuntamento con l'ispettrice Valentina Negro e con il criminologo Javier Sanjuán, dopo il successo di Crímenes exquisitos, Martyrium e El hombre de la máscara de espejos, il nuovo romanzo firmato da Nieves Abarca (La Coruña, 1968) e Vicente Garrido (Valencia, 1958) promette ciò che può mantenere: emozioni, tensione e delitti crudeli.
L'azione si sposta stavolta su un treno, quello della famosa Semana Negra di Gijón, dove viene brutalmente assassinata una scrittrice di gialli. Ma non è finita, perché pochi mesi dopo un altro scrittore, stavolta di romanzi storici, è massacrato nella sua camera d'albergo mentre sta per presentare il suo ultimo lavoro alla prima edizione della settimana in noir di La Coruña.

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La buena reputación di Ignacio Martínez de Pisón

  • Scritto da Carlos Palacios

La buona reputazioneL'estate è un tempo che sembra propizio per le letture lunghe e rilassate di storie prolisse che si dilagano quasi all'infinito. Una stagione perfetta (magari al mare, sdraiati sul telo e cullati dal rumore di una moto d'acqua che rincorre con pigrizia l'orizzonte blu) per affrontare opere colossali, di un'architettura ampia che ci lascia senza fiato, una sfida che durante il resto dei mesi dell'anno non riusciamo nemmeno a provare, a causa del lavoro e degli impegni che ci assorbono buona parte della giornata.
Mi sono avvicinato alla lettura di La buena reputación per diversi fattori: la location, quella città metà spagnola metà araba che è Melilla nella quale anche la mia famiglia ha un passato quando era parte del Protectorado español de Marruecos; la consolidata e notevole maestria come romanziere di Ignacio Martínez de Pisón già dimostrata in tanti altri romanzi precedenti e ricompensata nel 2015 con il Premio Nacional de Narrativa; la voglia di andare incontro a un romanzo ottocentesco e di stirpe galdosiana, in cui i caratteri sviluppano una personalità psicologica molto umana e crescono attraverso le pagine e contemporaneamente alle vicende della grande storia.

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El viejo muere, la niña vive di Julián Ibáñez

  • Scritto da Matteo Di Giulio

Il vecchio muore la bambina viveÈ il segreto meglio custodito del noir spagnolo, l'autore che in pochi, fuori dalla Spagna, conoscono, ma probabilmente uno dei migliori ancora in attività.
Il suo nome è Julián Ibáñez (Santander, 1940) ed è così bravo che a 74 anni ha saputo rinnovarsi e ricominciare da capo, dopo una carriera ricca di soddisfazione, ma sempre all'ombra di altri grandi nomi.
Uno scrittore umile, conscio del proprio talento, ma mai smanioso dei riflettori a tutti i costi: un maestro sia dentro le pagine dei suoi libri che fuori.
E solo grazie alla sua classe, nel 2014, Ibáñez si rimette in gioco e inventa una nuova serie, con un nuovo investigatore privato più scalcinato che mai e nuovi canoni del genere da infrangere e rottamare.
Il risultato è El viejo muere, la niña vive, una storia anarchica e fracassona, dove l'umorismo nero lascia spesso spazio alla violenza e alla miseria sociale, quasi senza che il lettore se ne accorga.

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