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La higuera di Ramiro Pinilla

Ramiro PinillaRamiro Pinilla è sconosciuto al pubblico italiano, fatta eccezione per Formiche cieche (Las ciegas hormigas, Premio Nadal 1960) approdato da noi non in libreria ma in un catalogo per corrispondenza: fu pubblicato infatti nel lontano 1962 dal Club degli Editori e oggi è materia per mercatini e negozi di seconda mano.
Pinilla è uno scrittore basco, nato nel 1923.
È un autore poliedrico.
La sua opera spazia dal romanzo civile a quello politico, dalla narrativa di impegno sociale a quella poliziesca, con un'apprezzata serie di storie ambientate nel post-guerra franchista con un libraio-investigatore come protagonista (Sólo un muerto más; El cementerio vacío; una terza avventura è in arrivo).

Il suo capolavoro è la trilogia Verdes valles, colinas rojas, anch'essa pluripremiata, ma è con La higuera, romanzo del 2006, che ha infilato il dito in quella ferita aperta che, prima o poi, tocca affrontare a tutti i grandi scrittori spagnoli: la guerra civile.

graffa La prosa elegante e il ritmo calibrato sono un esempio di come si può rileggere il passato con gli occhi del presente

Vista da una prospettiva insolita – un vecchio franchista che dopo aver passato mesi a giustiziare i repubblicani baschi si ritira a vegliare una pianta di fico sotto le cui radici giacciono due cadaveri cui è legato a filo doppio – la storia è un salto continuo tra presente e passato. In questi flussi di azione e pensieri si staglia con forza una figura quasi mistica, quella del protagonista, Rogelio Cerón, che nel tentativo di venire a patti con la sua anima nera è costretto a bloccarsi e a smettere di vivere.
A fermarlo è un'occhiata. Quella di un bambino di dieci anni a cui Rogelio ha ucciso padre e fratello. Uno sguardo che promette vendetta.

E Rogelio, da buon soldato, si siede e attende quel momento.
Se mai verrà.
Prosa elegante, ritmo calibrato e intenso fanno di La higuera un esempio di come si può rileggere il passato con gli occhi del presente. Con timore (reverenziale), ma senza paura.
Con quegli stessi occhi di chi, come Pinilla, pur avendo visto la guerra di sfuggita, ne è stato segnato.
Confessa in un'intervista rilasciata al quotidiano "La Vanguardia": «Il dopoguerra era duro, e io leggevo per evadere: Twain, Dickens, Melville... Avevo 15 anni e con i libri fuggivo da me stesso e da ciò che mi circondava. Il passo successivo fu la scrittura».
Come dargli torto?

 

La higuera

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graffa Autore: Ramiro Pinilla
Titolo: La Higuera
Anno: 2006
Editore: Tusquets
Pagine: 227
ISBN: 978-84-8383-685-9

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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