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Lumpen di Paco Gómez Escribano e Luis Gutiérrez Maluenda

CanillejasSi è sentito tante volte ripetere come il noir sia un modo per aprire la scrittura d'intrattenimento al sociale, e come il romanzo giallo possa impregnarsi di istanze politiche e attuali arrivando quasi a sostituire l'inchiesta giornalista e il reportage. Spesso, però, questo è uno specchietto per le allodole per nobilitare storie che non vanno oltre la facciata di qualche stereotipo e che cercano, furbescamente, di arrivare a un pubblico più ampio.
Una scelta poco coraggiosa che a volte paga, ma spesso per fortuna no.
Fanno una scelta ancora più ardita Paco Gómez Escribano (Madrid, 1966) e Luis Gutiérrez Maluenda (Barcellona, 1945), autori di Lumpen, che inaugura il marchio Pan Negro, collana noir diretta dal critico letterario Xavier Borrell patrocinata da un piccolo editore a sua volta molto coraggioso, Pan de Letras.

La premessa di cui sopra è necessaria per avvicinarsi a questo strano romanzo. Un romanzo peculiare perché sembra quasi prescindere dalla sostanza dell'indagine e del delitto per concentrarsi sul substrato sociale che dà il titolo all'opera: il sottoproletariato. Lumpen è, paradossalmente, un romanzo realista mascherato da noir, una scelta di questi tempi a dir poco controcorrente.

graffa Un romanzo realista mascherato da noir che svela i bassifondi di Madrid con cognizione di causa

La tensione della storia è data dalla coralità di personaggi che la arricchisce, pagina dopo pagina, fino a formare un quadro complesso e multistratificato in cui i marginali e i perdenti di periferia riescono a trovare una propria dimensione epica.
Lo sfondo geografico, inoltre, è l'asso nella manica degli autori, che descrivono i bassifondi di Madrid, e nello specifico il barrio di Canillejas, come se fosse una selva oscura, degno del peggior hardboiled statunitense.
Droga, alcol, delitti, regolamenti di conti e gerarchie criminali sono descritti con minuzia, a dimostrazione che la strada è il terreno congegnale per andare a cercare storie, aneddoti e la vita vera, quella che difficilmente viene fuori dalle pagine di un romanzo di successo. Lumpen è ruvido, sporco e, come i suoi protagonisti, fortemente imperfetto.
Lo squilibrio della struttura, per esempio, è evidente quando rischia di eccedere con i dettagli dei vicoli e dei loro antieroi oscuri e tossici: ma quando, proseguendo nella lettura, ci si rende conto che tutto torna e che l'apatia del detective al centro della storia non è che una scusa per non doversi prendere le responsabilità che tutti si aspettano da lui, è solo allora che i conti tornano e che il romanzo si anima anche come metafora di una cronaca degli ingiusti e degli sfruttati.
Curioso il metodo adottato dai due autori, entrambi già apprezzati per i loro romanzi singoli, come Yonqui, Mala hostia o La fiesta: Escribano abbozzava i capitoli e portava avanti la trama, mentre Maluenda procedeva, come un editor spietato, a supervisionare l'andamento con tagli, correzioni e talvolta anche intere riscritture. Il risultato non risente così della doppia mano; l'andamento obliquo e diseguale della narrazione è voluto e le scelte stilistiche sono in sintonia con il lumpen del titolo.

Autore: Paco Gómez Escribano, Luis Gutiérrez Maluenda | Titolo: Lumpen | Anno: 2015 | Editore: Pan de Letras | Pagine: 246 | ISBN: 978-84-9435-860-9
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