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El protegido di Pablo Aranda

Il protettoL'ultimo romanzo di Pablo Aranda (Malaga, 1968) è proprio un bel libro. E lo è a ancora prima di cominciare a sfogliarlo, perché l'editore Malpaso, un editore molto attento al proprio pubblico, confeziona un oggetto-libro curato in ogni dettaglio, dalla copertina rigida alla scelta delle rifiniture e della brossura, fino al gradito regalo, per chi compri la versione cartacea, dell'ebook.
Ma è soprattutto quando si inizia a leggere El protegido, che è poi ciò che conta, che ci si rende conto di essere di fronte a un romanzo particolarmente riuscito.
Ambientato in una Malaga diafana, interpretato da una serie di personaggi peculiari, è un film al rallentatore in cui succedono tante cose, ma in cui ciò che conta di più è come questi eventi colpiscano psicologicamente i personaggi e li spingano a creare una serie di rapporti causa-effetto che sarà a dir poco travolgente per tutti, lettore compreso.
El protegido è un noir, è un dramma, è una storia d'amore: è un romanzo di cambiamenti perpetui.

Jaime è una persona come tante, con i suoi pregi e i suoi difetti. Un uomo che si nasconde nella moltitudine dei suoi simili, tutti grigi e tutti uguali. Nel lavoro non brilla, nella vita affettiva perde colpi, ha un figlio che vede poco e malamente, una ex moglie che lo tratta come una pezza da piedi e una routine quotidiana cui si aggrappa pur di non rendersi conto della propria infelicità.

graffa È un noir, è un dramma, è una storia d'amore: è un romanzo di cambiamenti

Un giorno tutto cambia ed è un piccolo dettaglio, un frammento del destino, che scatena un susseguirsi di eventi sempre più vorticoso e, per Jaime, spaventoso. Basta un gesto sbagliato nel momento sbagliato e l'uomo si ritrova addosso un malvivente di origini marocchine, senza sapere bene come poterlo affrontare.
Se Aranda avesse voluto scrivere un romanzo di puro genere, un poliziesco o un thriller, con le sue premesse avrebbe facilmente potuto mettere in piedi un cane di paglia con un signor nessuno che si ribella e si rifugia nella violenza.
Invece l'operazione ordita dallo scrittore malagueño è molto più sottile; e proprio per questo motivo decisamente più efficace. Invece di far gridare il suo Jaime, coerente con lo spirito di un personaggio sottotono, Aranda lo spinge a seguire un percorso sottotraccia che non prevede redenzione, bensì un riscatto silenzioso e a tratti anche viscido che lo porta a confrontarsi con una realtà che è ugualmente nauseante e alienante.
Un'opera di rabbia anticonformista che utilizza il conformismo per rovesciare le parti e trasformare la pecora in leone.
Un romanzo giocato sugli equilibri (verbali, psicologici e sociali) che si compie grazie a piccoli colpi di scena e a una straordinaria capacità dell'autore di dosare le parole, i ritmi e i silenzi che insieme significano disperazione e sublimazione di un'emotività repressa troppo a lungo. El protegido penetra sottopelle e inquieta, perché questa è una storia normale, quasi banale, e proprio perciò ferocemente attuale, morbosa e devastante.

Autore: Pablo Aranda | Titolo: El protegido | Anno: 2015 | Editore: Malpaso | Pagine: 226 | ISBN: 978-84-15996-86-6
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