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Cicatriz di Sara Mesa

CicatriceSpesso le cicatrici che più fanno male sono quelle invisibili.
Il nuovo romanzo di Sara Mesa (Madrid, 1976), il suo sesto, il secondo pubblicato con Anagrama dopo Cuatro por cuatro, rappresenta bene il salto di qualità della narrativa spagnola in un anno, il 2015, d'incomparabile splendore.
Cicatriz è una storia a due. Da un lato una giovane donna, Sonia, che annoiata dal suo lavoro routinario decide di iscriversi, in rete, in un forum letterario. Dall'altro Knut, pseudonimo di un utente dello stesso forum che, dopo qualche primo timido approccio, instaura con Sonia una relazione tanto intensa quanto unica. Sono entrambi fragili e fallibili. Vivono a centinaia di chilometri di distanza, che colmano grazie a internet: si scrivono, si cercano, giocano, secondo regole peculiari. Lui ruba libri che le invia in regalo, in cambio le chiede soltanto di rispondergli, di parlare con lui: di essere presente. Tra i due s'instaura ben presto un complicato rapporto emotivo giocato sull'intera gamma dei sentimenti, dall'amore all'odio, e viceversa.
Sara Mesa, madrilegna di nascita ma sivigliana d'adozione, torna su uno degli argomenti del suo precedente lavoro, il furto come colpo d'ingegno, e lo trasforma nel motore di una strana storia di coppia. Una storia improbabile, ma che attacca alla pagina fin dal primo scambio di e-mail tra i due travagliati protagonisti.

Originale tanto nella forma frammentaria che nella sostanza di anti-love story vissuta al contrario, il romanzo è vincente soprattutto da un punto di vista psicologico e sociale, con una disamina particolareggiata dei problemi economici che portano persone qualsiasi a implodere, a cercare nei modi più disparati una sorta di liberazione personale. Il monito alla fuga e all'emancipazione personale è allora, in un esperimento condotto in maniera scellerata da due insicuri, un crudele grido di dolore.

Un complicato rapporto emotivo giocato sull'intera gamma dei sentimenti linea verticale

In Cicatriz l'intimo si fa sentimento scoperto, diventa un campo minato da esplorare sapendo quanto sia pericoloso, eppure attratti proprio dalla sua pericolosità e dall'alta probabilità di uscirne a pezzi.
Il principale merito di Mesa, oltre alla caratterizzazione memorabile di due personaggi ai margini del sistema che cavalcano le sue pagine con morbosa nonchalance, è il saper raccontare una storia di questo tipo senza paura o pudori. Ci sono confessioni, scene intensamente esplicite e violenze psicologiche, sbattute in faccia al lettore con una prosa elegante e cristallina che le rende ancora più forti, che le dipinge come necessarie.
Nel contrasto sadomasochista tra i due protagonisti, che spesso si scambiano di ruolo, invertendosi nel gioco schiavo-padrone, si palesano tutte le incertezze del presente. Le cicatrici invisibili finiscono allora per sanguinare copiosamente, per brillare, come se i muscoli e la carne le sottolineassero. C'è un palpabile sforzo fisico, in queste pagine, che si accompagna al pathos e che finisce per sublimarlo.
A detta di tutti, e tra i tanti nomi non da poco come quello di José María Guelbenzu o Rafael Chirbes, uno dei migliori romanzi dell'anno. Un titolo con cui bisognerà confrontarsi ancora a lungo, capace di offrire talmente spunti di riflessione da poter essere definito, senza grandi esitazioni, come capolavoro di questo giovane e acerbo secolo.

Autore: Sara Mesa | Titolo: Cicatriz | Anno: 2015 | Editore: Anagrama | Pagine: 200 | ISBN: 978-84-339-9792-0
Cicatriz linea verticale

 

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