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La víspera de casi todo di Víctor del Árbol

La vigilia di quasi tuttoVíctor del Árbol (Barcelona, 1968) è un cantastorie vecchia maniera. Uno di quelli che lottano perché la scintilla di una futura trama prenda il suo tempo per germogliare e trasformarsi in un romanzo di ampio respiro. Lontano dalle etichette del genere, lontano dagli stereotipi.
È grazie a questa freschezza che La víspera de casi todo si è imposto all'ultimo premio Nadal, consacrando anche in patria un autore che i francesi già avevano eletto a proprio paladino, con il Grand Prix de la Littérature Policière, e che noi italiani forse tarderemo a poter apprezzare per la miopia di un'editoria in netto ritardo sull'Europa.
Perché, prima di tutto, questo è un grande romanzo europeo. Il suo spirito locale non gli impedisce di farsi portavoce di una narrazione globale, universale, all'interno di uno spirito continentale che è il suo vero punto di forza.

La storia è lieve: persone scomparse, un delitto del passato, uomini che hanno perso la bussola. Giocato tra i ricordi e il presente, il romanzo è un viaggio attraverso le vite spezzate di personaggi che hanno in comune il dolore sofferto, in tempi e momenti differenti, e da cui sono stati irrimediabilmente segnati.

Un cantastorie vecchia maniera, lontano dalle etichette del genere, lontano dagli stereotipi linea verticale

Ma a colpire è lo sguardo partecipe dell'autore che, invece di farsi deus ex machina, oggettivo e distante, sceglie di scendere al fianco delle sue creature e, come una divinità benevola, parteggiare per ognuno di loro, senza distinzioni. La sua voce è forte e chiara, la sua capacità di affabulare è totale; il suo senso di pietas diventa allora stile narrativo e permea l'opera di un'umanità tale da trascinare il lettore dopo averlo coinvolto.
Lo spirito del mélo si spinge verso i lidi del miglior polar, lì dove il dramma (anche sociale) confluisce nel noir inspessendolo e regalandogli punti di vista inediti, sì sentimentali ma soprattutto nostalgici ed emotivi.
Un romanzo a più strati, che rivela le sue molteplici anime lentamente, complice una scrittura lineare ma mai banale, degna di un classico, con cui l'autore si mette a nudo e grazie alla quale Víctor del Árbol dimostra che la pasta di cui è fatto è quella dei grandi scrittori del Novecento. L'eredità di Ana María Matute è stata finalmente portata a compimento.

Autore: Víctor del Árbol | Titolo: La víspera de casi todo | Anno: 2016 | Editore: Destino | Pagine: 416 | ISBN: 978-84-233-5074-2
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