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La buena reputación di Ignacio Martínez de Pisón

La buona reputazioneL'estate è un tempo che sembra propizio per le letture lunghe e rilassate di storie prolisse che si dilagano quasi all'infinito. Una stagione perfetta (magari al mare, sdraiati sul telo e cullati dal rumore di una moto d'acqua che rincorre con pigrizia l'orizzonte blu) per affrontare opere colossali, di un'architettura ampia che ci lascia senza fiato, una sfida che durante il resto dei mesi dell'anno non riusciamo nemmeno a provare, a causa del lavoro e degli impegni che ci assorbono buona parte della giornata.
Mi sono avvicinato alla lettura di La buena reputación per diversi fattori: la location, quella città metà spagnola metà araba che è Melilla nella quale anche la mia famiglia ha un passato quando era parte del Protectorado español de Marruecos; la consolidata e notevole maestria come romanziere di Ignacio Martínez de Pisón già dimostrata in tanti altri romanzi precedenti e ricompensata nel 2015 con il Premio Nacional de Narrativa; la voglia di andare incontro a un romanzo ottocentesco e di stirpe galdosiana, in cui i caratteri sviluppano una personalità psicologica molto umana e crescono attraverso le pagine e contemporaneamente alle vicende della grande storia.

Una felice occasione di trovarsi con un romanzo che riconcilia con la letteratura
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La buena reputación, mamotreto di 650 pagine, racconta – con un linguaggio semplice ma effettivo che non rinuncia a scavare nei pensieri dei protagonisti come i modelli della tradizione dei narratori onniscienti insegnano – la storia o, sarebbe meglio dire, le diverse storie dei membri di una saga famigliare spagnola dagli anni '50 agli anni '80; ossia, dal dopoguerra franquista al periodo della movida democratica. Trent’anni di vicissitudini domestiche che hanno, oltre a Melilla, altri tre scenari: Malaga, Saragozza e Barcellona. Si tratta di uno sforzo colossale e che situa il romanzo di Pisón ben lontano delle ultime tendenze di una certa narrativa in spagnolo che preferisce la brevità delle novelle.
D'altronde, viene da chiedersi se stiamo di fronte a un romanzo fiume (viste le dimensioni dell'opera) o davanti a un fiume di romanzi che si intrecciano tra di loro e si danno vita a vicenda, dato che la struttura che propone Martínez de Pisón divide il romanzo in cinque romanzi brevi dedicati ciascuno ad alcuni membri della famiglia: il patriarca Samuel (un ebreo sefardita stabilito da tempo a Melilla e che rappresenta il legame emotivo con la terra), sua moglie Mercedes (una gentile originaria di Saragozza che cerca di adattarsi alle peculiarità di una città come Melilla), Miriam (una delle due figlie della coppia), Elías (figlio di Miriam) e Daniel (l'altro figlio). Ci sarebbe da interrogarsi sui motivi che hanno indotto all’autore a scegliere di raccontare la vita di Miriam e non quella di sua sorella Sara (e, quindi, anche dei suoi figli), rinunciando a una parte così importante della famiglia e tralasciando i dettagli delle loro esistenze. Senz'altro sono sempre preferenze che vanno rispettate quando abbiamo, come accade con La buena reputación, la felice occasione di trovarci con un romanzo che ci riconcilia con la letteratura.

Autore: Ignacio Martínez de Pisón | Titolo: La buena reputación | Anno: 2014 | Editore: Seix Barral | Pagine: 640 | ISBN: 978-84-322-2503-1
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