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Los muertos viajan deprisa di Nieves Abarca e Vicente Garrido

I morti viaggiano di corsaUn serial killer di scrittori, una coppia di investigatori atipici, un pericoloso stupratore fuggito dal carcere, un grandguignol nel mondo della letteratura noir: questo e molto altro è quanto si cela in uno dei romanzi più attesi della stagione, Los muertos viajan deprisa.
Quarto appuntamento con l'ispettrice Valentina Negro e con il criminologo Javier Sanjuán, dopo il successo di Crímenes exquisitos, Martyrium e El hombre de la máscara de espejos, il nuovo romanzo firmato da Nieves Abarca (La Coruña, 1968) e Vicente Garrido (Valencia, 1958) promette ciò che può mantenere: emozioni, tensione e delitti crudeli.
L'azione si sposta stavolta su un treno, quello della famosa Semana Negra di Gijón, dove viene brutalmente assassinata una scrittrice di gialli. Ma non è finita, perché pochi mesi dopo un altro scrittore, stavolta di romanzi storici, è massacrato nella sua camera d'albergo mentre sta per presentare il suo ultimo lavoro alla prima edizione della settimana in noir di La Coruña.

Ci vuole poco perché il panico prenda piede e, al tempo stesso, perché i curiosi siano morbosamente attratti da questa strana mattanza dei loro beniamini. Chi sarà la prossima vittima? E per qualche motivo l'assassino si sfoga con tanta violenza su vittime così peculiari?

Da un lato una mattanza da splatter, dall'altro la curiosità di scoprire il movente dei crimini
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Le risposte sono la parte più difficile di questo macabro gioco a eliminazione: toccherà ai due protagonisti, la cui liason sentimentale sarà messa a dura prova da questo caso, mettersi alla prova, in una trama d'inseguimenti e intuizioni che partono dai manuali di criminologia e finiscono sul lettino del patologo forense.
C'è tanta carne al fuoco in Los muertos viajan deprisa, a volte persino troppa, tanto da far pensare che un po' più di sintesi avrebbe giovato al ritmo; eppure è un thriller ben scritto e ben diretto dai due co-registi, che ideano scene cinematografiche e dialoghi serrati.
Un romanzo che non delude gli appassionati del genere, grazie a una struttura molto complicata e una scrittura, al contrario, estremamente lineare, e che riesce ad accattivarsi le simpatie anche di chi ne ha abbastanza di mostri seriali e delitti truculenti.
Il fattore più interessante è infatti la molteplicità dei livelli di lettura: c'è l'approccio puramente noir e, in parallelo, un gioco di rimandi e citazioni che si riferiscono al mondo letterario dove narcisismi e isterismi la fanno da padrone. Ma c'è anche, non tanto velata, una critica alla corsa al bestseller che sta accecando il mondo dell'editoria, con tutte le conseguenze negative del caso: l'invidia, le pugnalate alle spalle, i sordidi trucchi per arrivare al successo, il ruolo cinico del giornalismo di settore e un disperato infantile bisogno di attenzione di chi invece è già salito sul gradino più in alto ma ancora non si sente sazio.
L'ironia di alcune scene stempera un eccesso quasi cannibalistico di carne e sangue, rendendoli meno estremi e al tempo stesso più reali.
Lo spirito e l'arguzia di Garrido e Abarca trionfa proprio per merito delle loro competenze sul campo: entrambi criminologhi, conoscono bene il terreno in cui si muovono i personaggi che, seppure a tratti un po' stereotipati, servono perfettamente a spiegare cause ed effetti della mentalità criminale.
Un thriller cupo, duro e privo di compromessi: prendere o lasciare. Chi ami Deaver o Carrisi, può prendere con relativa sicurezza.

Autore: Nieves Abarca, Vicente Garrido | Titolo: Los muertos viajan deprisa | Anno: 2016 | Editore: Ediciones B | Pagine: 448 | ISBN: 978-84-666-5781-5
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