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Madrid:frontera di David Llorente

Madrid frontieraQuella di David Llorente (Madrid, 1973) è una delle voci più originali nel panorama attuale della narrativa: di genere e non.
Come dimostrato nel precedente Te quiero porque me das de comer, del 2014, e ancora di più nel recentissimo Madrid:frontera, la brillantezza di Llorente non risiede in una sperimentazione spinta e fine a se stessa, quanto in una capacità con pochi eguali di costruire trame utilizzando la scrittura come grimaldello per entrare nelle psicologie dei personaggi e, interagendo direttamente con loro, nella testa dei lettori.
È tutta questione di stile, ma non c'è mai eccesso: la prosa è cristallina, lineare, con molti punti e a capo e frasi secche. I dialoghi sono la cartina di tornasole dell'impianto narrativo, dialoghi senza virgolette e costituiti per lo più da domande le cui risposte sono monosillabi che esplodono come bombe carta, spargendo intorno a sé un cumulo di macerie che poi si trasformano in dubbi, in idee, in circostanze e, va da sé trattandosi di un noir, per quanto atipico, in colpi di scena.

Immaginate Burroughs andare a braccetto con la violenza di Spillane e con il ritmo sociale di Chester Himes, dategli un tocco europeo, pensate a un'infiltrazione distopica à la Philip K. Dick. Non sono nomi da poco, lo so. Non è facile coniugarli. Ma il difficile è rinnegare tutto quanto e rimescolarlo di nuovo, come un tiro di dadi, un ulteriore colpo d'anarchia al romanzo canonico.

L'originalità dello stile non è data dalla voglia di sperimentare, ma dalla capacità di farlo senza mai eccedere
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C'è anche un trama, non potrebbe essere altrimenti, ed è una trama molto forte, dove Madrid ha un mare, un porto e una scogliera utilizzata dai disperati per sognare un futuro migliore. Perché il presente, e non è solo una metafora, fa proprio schifo. C'è un personaggio che ha un nome cangiante, un'identità mutevole, un aspetto fisico indefinito: vaga tra le macerie della civilità e deve combattere i mostri, che sono quelli di Orwell e quelli della crisi economica che attanaglia l'occidente. Cani di metallo, guardiani armati, censori e politici contro un esercito sterminato di senzatetto e di perdenti, cui restano soltanto le ammalianti note cantate dalle sirene per chiudere gli occhi e abbandonarsi ai sogni che qualcuno ha rubato loro già da troppi anni.
Madrid:frontera è un'esperienza.
Una scrittura tattile, che colpisce tutti i sensi, fin quasi a nauseare quando, nella sua ripetitività visuale, sfonda le barriere del gusto, dell'olfatto e dell'udito.

Ma un romanzo importante: di perdizioni e di ritrovamenti, di cambiamenti e mutazioni; circolare e imperfetto. Potente e altisonante.
Un romanzo avant-pop: versatile, ma dalla logica ferrea, con un continuo rincorrersi di prede che diventano carnefici e di predatori che diventano vittime. Senza però nessuna voglia di scherzare.
Vi piacerà?
Sì.
(A patto che siate disposti a stare al gioco.)

Autore: David Llorente | Titolo: Madrid:frontera | Anno: 2016 | Editore: Alrevés | Pagine: 256 | ISBN: 978-84-163-2836-9
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