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El desorden que dejas di Carlos Montero

Il disordine che lasciVincitore del Premio Primavera de Novela, El desorden que dejas di Carlos Montero (Celanova, Ourense, 1972) è la conferma di un trend: il romanzo di genere lascia il posto a un diverso tipo di romanzo che, pur ricalcandone gli schemi e la struttura, non appartiene a nessun genere.
Il nuovo romanzo del giornalista, infatti, potrebbe essere accumunato a un giallo, a un noir o a un thriller, ma per la complessità psicologica anche a un dramma familiare e per il contesto ambientale e i riferimenti all'attualità a una storia di realismo sociale.
C'è un mistero da risolvere, e non da poco, ci sono segreti da scoprire e c'è un'indagine portata avanti da una professoressa, eppure non si ha mai la sensazione di trovarsi di fronte a una detection story pure e semplice.
Montero riesce nel difficile incastro di filoni, canoni e sensazioni, in una cornice di solida narrazione professionale.

A fare la differenza, allora, non è tanto la trama, il cui impianto circolare funziona come un meccanismo ben oliato, né lo stile asciutto, che ruba dall'esperienza giornalistica dello scrittore, semmai le ambizioni dell'autore stesso, che non vuole fermarsi al proprio ruolo di storyteller e provare a puntare altrove: un po' più in là del genere.

Il romanzo di genere lascia il posto a un ibrido che prende dai generi ma che punta altrove
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Il primo elemento che si nota è come lo scenario sia quasi un personaggio. La Galizia, con le sue tradizioni e le sue maledizioni, si sposa bene a un contesto giovane e contemporaneo fatto di cellulari da hackerare, di ricatti telematici e di social usati in maniera spregiudicata.
La vittima di una situazione sempre troppo tesa non è il cadavere di una presunta suicida, ma la donna che subisce il maschilismo e il bullismo dei suoi studenti, senza avere niente e nessuno cui appoggiarsi. Sarà il suo istinto di sopravvivenza a tenerla in piedi, mentre intorno a lei tutto perde valore.
El desorden que dejas, ed è il secondo elemento d'interesse, è un romanzo morale, che fa della psicologia e dell'etica i suoi caratteri portanti. Il caos è controllato, sì, ma quando passa, come un tornado, si lascia alle spalle soltanto cumuli di macerie. Tutti ne sono travolti, lettore compreso, visto che vede svanire un contesto urbano di ordinaria serenità sull'altare di una modernità sterile e inconsistente.
Ultimo punto di riflessione, uno dei tanti, è il rapporto causa-effetto dei piccolo gesti quotidiani che, come in un domino impazzito, porta a conclusioni inattese. Se il disordine del titolo è l'effetto, allora è il destino, da intendersi però come conseguenza di un atteggiamento da homo homini lupus, la causa di quello che potrebbe essere tanto un thriller d'intrattenimento che un romanzo drammatico e con i piedi piantati per terra, capace di riflettere la realtà come uno specchio: senza bugie, senza ipocrisie. Senza maschere.
Carlos Montero ha scritto un romanzo importante, a tratti solo un po' prolisso, ma in cui a svettare è la paura del presente, delle sue molteplici terribili derive e della sua assurda corsa verso il nichilismo individuale.

Autore: Carlos Montero | Titolo: El desorden que dejas | Anno: 2016 | Editore: Espasa | Pagine: 408 | ISBN: 978-84-670-4726-4
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