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Intemperie di Jesús Carrasco

La stradaC'è molto di Cormac McCarthy nel romanzo d'esordio di Jesús Carrasco.
Qualcuno ha citato la desolazione post-apocalittica di La strada, qualcun altro le assolate metafore desertiche della "Trilogia della Frontiera". C'è tutto questo, in Intemperie, e c'è molto altro.
L'occhio del narratore scandaglia tra le dune di un territorio arido e abbandonato, fino a posarsi su un ragazzino che, senza apparente motivo, si nasconde in una buca. La sua storia emergerà lentamente: e con essa la violenza comporta una fuga dal Male.
È un romanzo molto profondo, Intemperie, che spinge a riflettere.

Carrasco adotta una strana strategia della tensione: rallenta il ritmo della sua prosa, ma al tempo stesso inserisce elementi disturbanti che non permettono mai al lettore di rilassarsi.
Vietato abbassare la guardia.

graffa Il racconto di formazione porta in sé i germi della solitudine e della disperazione.

Perché il male resta in agguato. Sempre.
Intemperie
è stato paragonato anche a Il vecchio e il mare. Ed è un paragone calzante: il racconto diventa presto di formazione. Una trasmutazione graduale che porta in sé i germi della consapevolezza: della solitudine e della disperazione.

Un esordio brillante, giustamente carico di aspettative.
Ora starà a Jesús Carrasco la difficile impresa di confermare il proprio talento.

 

Intemperie graffa Autore: Jesús Carrasco
Titolo: Intemperie
Originale: Intemperie
Traduttore: Andrea Carlo Cappi
Anno: 2013
Editore: Salani
Pagine: 192
ISBN: 978-8867-15-276-6

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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