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L'ussaro di Arturo Pérez-Reverte

UssaroL'ussaro è il primo romanzo scritto dall'allora reporter di guerra Arturo Pérez-Reverte (Cartagena, 1951). Ed è, coerentemente, un inno alla pace.
Scritto nel 1983, ma pubblicato soltanto nel 1986 da Akal e poi riproposto nel 2004 da Alfaguara (attuale editore di Pérez-Reverte), in un'edizione ampliamente rivista che è quella tradotta per l'Italia dall'editore Marco Tropea, è un dramma storico incentrata sulla figura di un cavaliere dell'esercito napoleonico.
Il soldato che dà il titolo all'opera è ansioso di entrare in battaglia, in un'Andalusia pericolosa e ribelle dove le truppe dell'Imperatore stanno faticando più del previsto a sfondare.
A guidare la trama sono gli ingenui ideali di Frederic Glüntz, diciannovenne che non ha mai visto la polvere del campo di battaglia in prima persona ma ne è inebriato solo per averne sentito parlare dai militari della sua stessa compagnia, uomini imbruttiti dalle atrocità e dal sangue, uno più cinico e brutale dell'altro.

L'ussaro è rapido come un colpo di fioretto ma, a tratti, squassante più di una cannonata. Non conta su una storia così complessa e strutturata come le successive cui ci avrebbe abituati il suo autore. Però ha, dalla sua, il potere dell'universalità. Perché Pérez-Reverte decide di agire per sottrazione: tornando indietro nel tempo non si tira indietro rispetto al presente, bensì lo sottolinea, tramite metafora, e ne rende le ingiustizie ancora più insostenibili.

graffa Un romanzo rapido come un colpo di fioretto ma, a tratti, squassante più di una cannonata

In questa elegia pacifista si respira la vera aria della rivoluzione: non quella delle armi e degli eserciti, delle carneficine di poveri innocenti il cui sacrificio non è altro che il sigillo della vanagloria dei potenti, che firmano dichiarazioni, trattati e convenzioni senza il minimo riguardo per le persone che dovrebbero proteggere e della cui fiducia sono state investite. È la rivoluzione dei senza nome e senza voce, che emergono lentamente, di contorno, come ombre.
Lo scrittore, nel 1983, lavora da dieci anni come inviato del quotidiano "Pueblo" e ha già visto le cicatrici e il dolore causati dai conflitti: nel Sahara, nelle Falkland, nel Ciad, in Nicaragua, e in mille altri posti sperduti in giro per il mondo. Sa di cosa parla, quando parla di violenza gratuita, e il suo livore è palpabile.
Ma non c'è condanna esplicita per nessuno, ne L'ussaro. Quel sentimento che permea l'opera e che, dopo tanto parlare e uno squillo di tromba, esplode in faccia al lettore è allora la brutale amarezza della sconfitta: perché anche in caso di vittoria, quando c'è sopraffazione e odio non c'è posto che per le lacrime.

Autore: Arturo Pérez-Reverte | Titolo: L'ussaro | Originale: El húsar | Traduttore: Silvia Sichel | Anno: 1986 | Editore: Marco Tropea | Pagine: 345 | ISBN: 978-88-4380-578-5
L'ussaro
El húsar

 

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