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Io confesso di Jaume Cabré

Confesso ioÈ uno degli autori contemporanei più difficili da inquadrare; e forse proprio per questo motivo Jaume Cabré (Barcellona, 1947) è anche uno dei più talentuosi.
Con il monumentale Io confesso, uscito in prima edizione in catalano e poi tradotto in castigliano, l'autore tenta l'ambiziosa strada del romanzo kolossal per parlare di un'epoca, il Novecento, nel suo complesso. Per farlo, cavalca i generi e la storia, unisce realtà tangenti e, quando necessario, le separa e le distorce, ricorrendo a un'ampia gamma di sentimenti e di emozioni.
Una storia fatta di incroci narrativi, un thriller corale, un dramma umanista: ma sempre dalla messinscena sontuosa.
Tutto ruota attorno a un oggetto, un antico e pregiato violino, che è il motore scelto da Cabré per concentrarsi su un interrogativo: quanto pesano la colpa e il dolore sulle spalle di un bambino pronto a diventare uomo? Quanto lo possono influenzare e, soprattutto, quanto influiscono sul tempo in cui vive?

Il ritratto che ne consegue è vitale ma ossimorico: gli spettri del rancore e il desiderio di vendetta si fondono con le speranze dell'amore più sincero e con le ambizioni culturali; la voglia di vivere e quella di uccidere sono compagne di viaggio, in una Catalogna a tratti solare e amichevole, a tratti gotica e ombrosa.

Un affresco storico poderoso, un mosaico degno di un classico linea verticale

Il vero rischio, calcolato, con una prosopea tanto esibita, è di risultare pedanti o indigesti a chi non ami quell'attenzione al dettaglio e alla minuzia tipica di un Georges Perec: lo stile elegante è sempre ondivago e si attorciglia come un guanto attorno ai personaggi e alle loro idiosincrasie, creando un universo talmente sfaccettato che è facile perdervisi.
Io confesso è un affresco storico poderoso e Cabré compone un mosaico degno di un classico. Anche in questo caso il timore è che non sia un'opera adatti tutti i lettori, molto colta, molto alta, capace di scuotere le coscienza soltanto se si riesce a bucare la superficie e ad andare oltre lo strato della trama in sé. Ma, una volta riusciti a entrare in sintonia con il giovane protagonista e con il suo particolare iter di formazione – e di conseguenza anche con lo scrittore e le sue smanie intellettuali – ci si trova di fronte a un romanzo/mondo che scava talmente tanto dentro la realtà da risultare urticante, violento e incapace di compromessi.
Serve un immenso coraggio, per scrivere un libro del genere, e ne serve altrettanto al lettore per approcciarvisi e uscirne senza maturare un amaro senso di sconfitta. Difficile, ma intenso, come le domande che si pone e le risposte che, giustamente, solo accenna.

Autore: Jaume Cabré | Titolo: Io confesso | Originale: Jo confesso | Traduttore: Stefania Maria Ciminelli | Anno: 2011 | Editore: Beat | Pagine: 272 | ISBN: 978-88-655-9191-8
Io confesso
Yo confieso

 

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